(Diari, relazioni, commenti,
note, foto e filmati dei pellegrini)
dal 2007 al 2011
Pellegrini 2007
“Il Cammino della Luce”
Salve a tutti! Siamo tre giovani della Toscana, Giorgio, Elisa e
Silvia e volevamo raccontarvi la nostro piccolo pellegrinaggio a piedi.
Abbiamo deciso di offrire anche in questo anno cinque giorni di cammino a
Dio. In Italia, c’è una strada che percorre l’antica via Amerina, questa conduceva i pellegrini a Roma,
passando per Assisi: “Il Cammino della Luce”.
Iniziamo a battere i sentieri che ci conducono alle tappe e ci accorgiamo
di percorrere un cammino interiore, … nel riappriopiarsi
di se stessi. L’Essenziale illumina la nostra strada e ci da il
Senso della gioia vera, nel pellegrinare della vita; nel raggiungere l’ultima
tappa, che ci porterà finalmente al porto sicuro della vita eterna in
Dio! E’ in Lui, per Lui, con Lui, che cammina ogni pellegrino, che chiede
la grazia, che canta nel caldo, che sopporta il freddo, che sorride nell’imprevisto, che offre le difficoltà e il dolore.
Siamo partiti da Roma dal cuore della nostra Chiesa: S.Pietro.
Da lì, ci siamo diretti alla chiesa del S.Spirito
in Sassia, affidando alla misericordia di Dio
il nostro cammino. I° tappa: La Storta - Campagnano
Iniziamo a viaggiare tra le rovine del parco di Veio.
Arriviamo stanchi in tarda serata a Campagnano.
L’accoglienza generosa dei pellegrini che abbiamo trovato, ci ha permesso
di condividere la cena e la messa, rinfrancandoci nel corpo e nello
Spirito.
2° tappa: Campagnano – Castel Sant’Elia
Siamo giunti a CastelS.Elia,
passando per Nepi. Osserviamo la campagna
romana, con tantissimi animali, compresi alcuni cani che pur seguendoci
non ci hanno “azzannato”. Siamo arrivati sani e salvi! Qui, nonostante le
zanzare assassine, e l’affettato che ormai era consuetudine a pranzo e a
cena; abbiamo vissuto un bell’incontro nella la
Comunità dei micaeliti, presenti al santuario.
Ripartiamo, zaino sulle spalle, e con gli occhi ed il cuore ricolmi della
bellezza di quel luogo di preghiera. Continuiamo il pellegrinaggio, ormai
sulla strada asfaltata e sotto un sole caldissimo. Nella fatica, il canto
e la meditazione della vita del Santo fondatore dei micaeliti,
ci davano la forza per continuare.
3° tappa: Castel Sant’Elia – Orte Scalo
La tappa che ci conduceva ad Orte, è stata
particolarmente difficoltosa e ricca di imprevisti: non solo abbiamo sbagliato
strada, allunagando di non poco il percorso; ma
anche l’ostello non era in grado di accoglierci. S.Francesco,
direbbe che questa è la perfetta letizia!
Siamo così andati a bussare alle porte di una pensione lì vicino, che si
chiamava per l’appunto “Letizia”. Quella sera però, nella crisi e nello
svilimento delle nostre forze,; nella preghiera e nel canto abbiamo
ritrovato il coraggio e l’unione dei nostri cuori, risollevati e protesi
per giungere all’arrivo.
4° tappa: Orte - Amelia (Silla)
Nel nostro cammino mariano, vissuto con Lei , chiedevamo una grazia
speciale, per un ragazzo alcolista, da pochissimo entrato in comunità;
per questo si è concluso il 15 Agosto in onore di Maria assunta patrona
della città.
Il cammino è stato per noi:
POVERTA’
Il bagaglio, deve essere leggero, si parte con pochissime cose e tanta
fiducia, è l’essenziale che ci ha fatto incontrare un Dio che provvede
per noi, che è all’opera, che è vivo! Così è
quando non abbiamo il sapone, che lo troviamo negli ospitali, è quando
siamo assetati sotto il sole delle 14.00, non ci sono Bar aperti, e non
abbiamo più acqua; che troviamo sotto un albero 12 bottiglie ben
sigillate di acqua di Nepi, per bere e anche
per lavarsi!
Quando ti manca tutto scopri il Valore di ogni cosa.
BELLEZZA
Nel nostro quotidiano siamo come “ciuchi” con il paraocchi, che corrono
freneticamente verso ogni obiettivo. Non c’è tempo per fermarsi, così non
vediamo mai ciò che ci capita intorno e chi ci vive accanto. Camminando a
piedi abbiamo gustato la natura! Quante cose…eppure ci sono sempre state!
Sì, sono lì per noi per riempirci di bellezza; uccellini, cavalli, mucche,
cani, gatti, granchi, alberi, fiori, prati, tramonti; …è il trionfo della
Vita!
LIBERTA’ E FORTEZZA
Nel pellegrinaggio ci siamo finalmente liberati da tutti quei
condizionamenti che di solito ci assopiscono; la TV. I telefonini, le nostre
comodità e abitudini, …è così che diventiamo forti! Ritroviamo la
padronanza della volontà e il coraggio di affrontare tutto, il sole e la
pioggia, le gioie e le sofferenze.
Il cammino è CANTO, è PREGHIERA
Quando non è più il corpo con tutti i suoi bisogni a tiranneggiarci, finalmente
l’anima canta. Con gli occhi verso il cielo, continuiamo a pestare la
polvere con i nostri piedi indolenziti,…ma con tanta speranza.
DOLORE OFFERTO
Il pellegrinaggio è un bussare insistente alle porte di Colui che può
farci grazia, con ogni mezzo ed in ogni condizione.
UMILTA’
Il cammino è lo scontro con il limite del corpo, è debolezza. Spesso
durante il nostro andare abbiamo dovuto chiedere agli altri,
informazioni, acqua, ecc.
Camminando insieme si diventa sostegno l’uno per l’altro, quando le
forze, lo scoraggiamento sopraggiungono.
Il Cammino è ACCOGLIENZA
Durante il camminare, l’arrivo all’”Ostello”, è
un momento molto importante. Quando siamo pellegrini siamo vulnerabili,
bisognosi di tutto, di un letto, una doccia, di cibo, ma soprattutto dell’accoglienza di un cuore che si fa per te,
condivide con te, si prende cura di te anche se ti offre un materasso in
terra e niente più. Altre volte abbiamo incontrato una chiusura, o meglio
la distanza di chi ti da qualcosa perché deve, ma non si cura di te.
L’accoglienza ricevuta ci insegna come ospitare e quanto è importante
aprire la propria casa ed il cuore.
Il cammino infine è l’incontro
dell’uomo con altri uomini e con se stesso
Nel nostro pellegrinare ci siamo ritrovati ad essere MENDICANTI. E’ piuttosto
strano per noi italiani, capire che fanno tre personaggi nelle nostre
condizioni, a piedi, sotto il sole, senza acqua e con valigie pesanti.
Qui non siamo a Santiago dove si fa a gara per ospitare ed intrattenere il
“pellegrino” che cammina con grandi ideali!
Da noi “sei proprio un pellegrino!” vuol dire alla romana, “Sei proprio
un morto di fame!” Così da mendicanti, ci siamo finalmente ritrovati
nella gioia di sapere che non contiamo solo su di noi ma in Colui, che ci
ha fatti esistere. Infine facciamo l’incontro con gli altri uomini e
soprattutto con tutti quei mendicanti che hanno bisogno come lo è stato
per noi.
Il nostro viaggio è iniziato insieme ad una zingarella
di dodici anni che ci ha chiesto un po’ di
cibo, con lei abbiamo fatto colazione; infine abbiamo terminato la corsa
a Silla nella Comunità di D.Gelmini. Lì ci
aspettava un amico che sta uscendo dall’alcolismo,
e mendicava nella sua solitudine un po’ del
nostro affetto!
I PELLEGRINETTI SUL… CAMMINO
DELLA LUCE
Amelia Assisi 15 – 22 agosto
2008
Ecco i pellegr…inetti,
camminano con tutto il cuore, ma…senza né arte, né
tecnica, né parte! Siamo partiti inetti, e ritorniamo, tali
e quali… forse con qualche luce in più! Il cammino è ancora
molto lungo! Si riparte, dopo un anno, a camminare per Dio.
Abbiamo ripreso i passi dell’anno precedente, che ci
avevano portato da Roma ad Amelia, questa volta da Amelia ad
Assisi, un altro tratto del cammino della Luce. Tappa dopo
tappa, anno dopo anno, i piccoli pellegrini, provano a
crescere, proseguendo il cammino.
Quest’anno essendo il Giubileo Mariano di Lourdes, abbiamo
pellegrinato con Maria, che è rimasta con noi lungo tutto il
viaggio; per ricordarci che …Lourdes è in mezzo a noi.
Maria, è rimasta con noi
Siamo partiti il 15 Agosto per arrivare il 22, giorno di
Santa Maria Regina, da Amelia, città di Maria, “vestita” a
festa, di luci e di canti, per l’occasione.
Amelia è stata la nostra Lourdes
Da Amelia, ci siamo diretti a Castel dell’Aquila, per poi
giungere a Todi. Abbiamo visitato il paese, incontrato le
Clarisse e le Serve di Maria che ci hanno ospitato. Siamo
arrivati a Colvalenza al santuario dell’Amore
Misericordioso, per poi giungere al santuario della Madonna
dei Bagni, e da lì a Santa Maria degli Angeli. Abbiamo
visitato Assisi e Rivotorto per poi ripartire verso Ponte
San Giovanni per partecipare all’inaugurazione di un nuovo
ospedale per i pellegrini della Confraternita di San Jacopo
di Compostella
Todi
Assisi
Siamo partiti con Maria da Amelia ad Assisi, per poi
ricongiungersi con altri pellegrini a Ponte S. Giovanni.
I nostri zaini pieni di
speranze e di attese, sono carichi di fatica, e del
bisogno di camminare ancora.
La nostra “guida “
La nostra
guida è DIO che si serve delle
nostre mani. In questo caso le mani ed il cuore di
un nostro caro amico, che ci ha accolti, ci ha
serviti, ci ha fatto luce sulla nostra strada.
La nostra “guida”, il responsabile del cammino
della Luce, talvolta ha camminato accanto a noi,
mostrandoci la Bellezza della storia, dell’arte; ci
ha insegnato e ricordato il cammino di quei primi
pellegrini che avevano deciso e iniziato il “Santo
Viaggio”, attraverso il quale, avevano cambiato
radicalmente vita. Partivano e non sapevano se
tornavano, cercavano un Volto, una presenza….il
Volto di Dio, che trasformava la loro vita di ladri,
impostori, delinquenti, in uomini nuovi.
I passi del cammino
In quei
passi, nella fatica di lasciare tutto; case, cose,
sicurezze, ritrovavano qualcosa... Cosa trovavano
per cambiare totalmente rotta? Un Volto, quel Volto
che la Veronica, aveva asciugato trasfigurato dalle
ferite; il Volto che ha incontrato Maria Maddalena,
ed è diventata da Prostituta, una grande Santa.
Anche noi camminiamo dietro a loro cercando quel
Volto per essere in Esso trasformati.
... Sulle tracce dei Santi, che da qui, sono
passati.
Si racconta che S. Francesco, un giorno pellegriando
con i suoi frati li invita a pregare per alleggerire la
fatica. Alla sera, quando tutti i frati si riuniscono per
condividere, si interrogano su ciò che hanno meditato lungo
il cammino, ognuno parla della sua esperienza, infine
chiedono a Francesco, cosa avesse pensato, così lui comunica
ai suoi fratelli di aver iniziato a dire il Padre Nostro, e
di essersi fermato per tutto il percorso sulle due prime
parole, tanta era la sua commozione “Padre……..Nostro”.
Sguardo sull’eternità
I nostri
occhi, dai piedi si sono sollevati, intorno a noi,
fino ad innalzarsi al cielo. E’ lì che abbiamo
riposto le nostre speranze, le nostre domande, i
nostri sforzi; è lì che tendiamo, e siamo diretti; è
da lì che troviamo la forza ed il significato di
camminare ancora, anche quando il cielo non si vede
più!
“Grazie Padre
per il tuo sguardo su di noi!”
... è il cammino di tutti gli uomini.
Camminando, ancora una volta ci siamo rispecchiati
in noi stessi, ed in tutto il nostro limite, che il
viaggio ci svela. Gli attaccamenti, l’egoismo, i
nostri bisogni, la fragilità insita nella nostra
stessa carne.
Infine i nostri passi si sono ricongiunti con quelli
di altri pellegrini, l’ultimo giorno il nostro
cammino è diventato il cammino, dei fratelli della
Chiesa.
E’ il nostro cammino che ci ricorda che questo “Santo
viaggio”, non l’abbiamo intrapreso da soli, ma
con miriadi di popoli, che hanno deciso di cambiare
vita per l’eternità
Al traguardo della vita, troveremo quelli che ci hanno
preceduti, e quelli che ci seguiranno ancora,se pur da
strade diverse, ci rincontreremo, se le nostre orme e la
nostra fatica sono rivolte verso l’Eterno. In questa strada,
Maria ci ha accompagnati, ci ha guidati e condotti al
termine del nostro viaggio. Per andare avanti nel cammino,
soprattutto nelle tappe più dure, abbiamo bisogno di una
madre, “perché quando c’è una madre, si può dire che non ci
sono pene insopportabili, in quanto il loro peso non si
scarica più solamente sulle nostre spalle:
"Maria è al nostro fianco per portare le pene più
pesanti". (M.Speranza Collevalenza)
Maria
Madre dei Pellegrini e Madre nostra sotto il Tuo Manto ci
rifugiamo.
Giornata articolata, peraltro non faticosa,
caratterizzata da un comodo viaggio con il treno "Freccia
d’Argento" da Pordenone fino a Roma, raggiunta prima di
mezzogiorno con un po’ di ritardo.
Sotto il profilo meteo la giornata ha
presentato una notevole instabilità alternando precipitazioni
nevose da Rovigo a Firenze, a piogge pressoché costanti fin
quasi a Roma.
Dalla stazione di Roma Termini, piacevole
passeggiata per circa 5 km, anche se a tratti sotto la pioggia,
fino all’Ospitale dei Pellegrini della Confraternita sito in via
Galvani 51, al primo piano di un’ala del complesso religioso di
Suore "Figlie della Divina provvidenza" – Istituto comprensivo
Elena Bettini, attraverso: via Cavour, via dei Fori Imperiali,
Colosseo, viale di S. Gregorio, FAO, viale Aventino, Piazza
Albania, via Gelsomini e Largo Gelsomini.
Cellulare dell’Hospitale: 327 2319312
Accoglienza da parte della gentile "hospitalera"
Signora Lucia Martellucci. Via Ugo Balzani 12 – Roma –
Cell. 328 1328150.
Al termine delle operazioni di sistemazione
nella camerata per uomini, "passeggiata romana" per circa 8.00
km attraverso: via Galvani, largo Gelsomini, via Marmorata,
Ponte Sublicio, quartiere di Trastevere, Chiesa di S. Maria in
Trastevere, lungotevere R. Sanzio, via Pettinari, via dei
Giubbonari, Campo dei Fiori, Piazza Navona, Corso Vittorio
Emanuele, Largo di Torre Argentina, Largo Arenula, via Arenula,
Sinagoga, Lungotevere Cenci, Tempio di Vesta e Bocca della
Verità, Lungotevere Aventino, via Marmorata e ritorno a via
Galvani.
N.B. Percorsi in giornata 13 km
complessivi
Tempistica:
Ore 6.19: Partenza da Pordenone con il treno "Freccia
d’Argento"
Ore 7.24/7.39: Stazione di Mestre
Ore 8.52/8.57: Stazione di Bologna
Ore 9.53/10.02: Stazione di Firenze
Ore 11.40: Stazione di Roma Termini
Ore 13.20: Arrivo all’Ospitale dei Pellegrini a Roma in via
Galvani 51
Ore 14.40: Partenza dall’Ospitale per la passeggiata nel
centro storico di Roma
Ore 17.30: Rientro all’Ospitale
Ore 19.00: Incontro con il responsabile del Primo tratto del
Pellegrinaggio Giancarlo Guerrini
Ore 19.30: Cena "comunitaria" all’interno della struttura di
ospitalità
Ore 21.30: Pernottamento
0.1 - LA PRIMA TAPPA
Pellegrinaggio Anno Santo Compostellano 2010
Primo settore
Da Roma ad Assisi
06 01 – 15 01 2010
Mercoledì
06 gennaio 2010
1ª tappa
Km 19.50
Da Roma
alla località
"La Storta" (RM)
Note:
La giornata odierna è stata particolarmente
intensa sotto tutti i punti di vista. Da quello meteorologico,
essa si è rivelata complessivamente buona; infatti, dopo le
abbondanti piogge della notte, di primo mattino vi è stata una
certa nuvolosità che ha lasciato il posto ad ampi squarci di
sereno e sole da metà mattina a metà pomeriggio con temperature
miti poi, via via, condizioni di peggioramento con pioggia tenue
all’arrivo in località "la Storta".
Sveglia di primo mattino poi, al termine
della colazione, benedizione dei pellegrini e partenza a piedi
verso S. Pietro.
Al termine del raduno generale e di
brevissime formalità, il Gruppo si è diretto verso la Sacrestia
della Basilica per l’incontro e la benedizione ai presenti da
parte di S. Em. il Card. Angelo Comastri "Arciprete della
Basilica papale di S. Pietro".
Successivamente, in Basilica, la Comitiva ha
assistito alla S. Messa dell’Epifania celebrata da Papa
Benedetto XVI° e all’Angelus in Piazza al termine del quale il
Rettore della Confraternita Paolo Caucci von Saucken, con una
breve cerimonia, ha consegnato al Priore Franco Stagni designato
quale unico responsabile del Pellegrinaggio, lo stendardo da
portare lungo il Cammino da Roma a Santiago de Compostela in
occasione dell’Anno Santo Compostellano 2010; a sua volta,
Franco Stagni, lo ha consegnato a Giancarlo Guerrini,
responsabile del primo tratto da Roma ad Assisi.
Dopo la breve sosta pranzo, il Gruppo ha
iniziato il "Pellegrinaggio" dirigendosi verso Monte Mario
valicato il quale, al termine di un articolato e lungo percorso
compreso tra salite e discese, si è diretto lungo la Via Cassia
fino a pervenire, ormai alle prime ombre della sera, al Convento
delle "Suore delle Poverelle" (Istituto Palazzolo) sito in
località "La Storta" ove, presso la foresteria, si è svolto il
pernottamento al termine della cena d’assieme presso la locale
pizzeria "al Fico d’India". Fin qui km 19,50.
Tutto l’odierno itinerario, si è svolto
attraverso percorsi stradali asfaltati piuttosto trafficati
soprattutto durante il tragitto lungo la via Cassia.
Chilometri percorsi: 19,50 - Tempo di tappa: 4h e 25’
Tempo effettivo di camminata: 4h e 00’ - Media oraria: 4,87
Km/ora
Tempistica:
Ore 7.00:….. Colazione
Ore 8.00:…… Benedizione dei Pellegrini e
partenza a piedi per il Vaticano
Ore 8.45:….. Arrivo in Piazza S. Pietro (km
3,5)
Ore 9.10÷9.20:…… Incontro
con il Card. Angelo Comastri, "Arciprete
della Basilica papale di S. Pietro".
Benedizione dei Pellegrini e foto di Gruppo
Ore 9.30÷11.45:…… S. Messa in S. Pietro
officiata dal Papa
Ore 12.00:………. Breve
cerimonia di consegna del labaro della
Confraternita a Franco Stagni da parte del
Rettore Paolo Caucci von Saucken e, da Stagni, a
Giancarlo Guerrini responsabile del primo
tratto del Pellegrinaggio da Roma ad Assisi
Ore 12.15÷13.15:…… Sosta pranzo
Ore 13.30: Partenza della
prima tappa del primo settore del
Pellegrinaggio della Confraternita in
occasione dell’Anno Santo Compostellano
2010. Da Piazza S. Pietro il percorso
inizialmente si è svolto per le vie di Roma
antica, Borgo Pio, Piazza Risorgimento, via Ottaviano,
via Barletta, viale delle Milizie, via
Trionfale, salita a Monte Mario, viale del
Parco Mellini.
Ore 14.20÷14.45: Sosta al
Belvedere Lo Zodiaco di Monte Mario. Il tempo
è stato calcolato tenendo
conto anche della sosta al precedente poggio
su Roma e per la sistemazione dello
stendardo.
Ore 15.35: Inizio via Cassia
Ore 16.35: Cartello indicatore fine Comune di
Roma
Ore 17.55:…… Arrivo al
Convento delle "Suore delle Poverelle" sito
in località "La Storta". Fin qui km 19,50
Ore 20.00÷21.30: Cena
presso la Pizzeria "al Fico d’India" e
successivo pernottamento alla foresteria del
Convento
0.2 - LA SECONDA TAPPA
Pellegrinaggio Anno Santo Compostellano 2010
Primo settore
Da Roma ad Assisi
06 01 – 15 01 2010
Giovedì
07 gennaio 2009
2ª tappa
Km 23,00
Dalla località
"La Storta" (RM)
a Campagnano
di Roma (RM)
Note:
Anche durante la nottata, vi sono state
abbondanti precipitazioni per cui la mattinata si è presentata
umida e nuvolosa ma poi ampi squarci di sereno hanno in qualche
modo favorito parecchie ore di sole.
Il percorso, articolato e vario, si è snodato
per moltissimi tratti su strade asfaltate anche se, all’interno
del parco di Veio e dopo Formello fin quasi a Campagnano, esso è
proseguito per ampie e comode carrarecce sterrate, con qualche
tratto un po’ fangoso, alternando tratti di salita ad altri in
discesa il tutto all’interno di un meraviglioso paesaggio
collinare ricco di verde, boscaglie, faggete, uliveti e coltivi.
Durante la prima parte dell’itinerario
odierno, la Comitiva è transitata sotto il Castello Farnese, nei
pressi dell’abitato di Isola Farnese e risalente all’XI° sec.,
quindi ha raggiunto, all’interno del Parco di Veio, il sito
archeologico ove trovansi ubicati i resti del Tempio del
Portonaccio ove venne scoperto l’Apollo di Veio.
Successivamente, il Gruppo è transitato da un grande e verde
pianoro un tempo centro della città di Veio poi, lambita l’area
archeologica di Villa Campetti, esso è pervenuto in via della
Spinaceta seguita fino all’abitato di Formello ove è avvenuta la
sosta pranzo.
Nella parte finale, superato il Santuario
della Madonna del Sorbo datata 1487, arroccato su di uno sperone
roccioso a quota 222 m s.l.m. e costituito oltre che dalla
chiesa anche da alcuni edifici databili al XVII-XVIII sec.
attualmente in restauro, al termine di una serie di tratti in
falsopiano tra coltivi ed uliveti, il percorso ha presentato una
lunga e a tratti ripidissima erta che ha messo a dura prova i
Pellegrini comunque il tutto si è risolto con la discesa verso
Campagnano di Roma ove si è raggiunto il centro Parrocchiale
all’interno del quale il Gruppo si è sistemato nel salone
mansardato al secondo piano del complesso ricettivo. Fin qui
km 23,00.
Campagnano di Roma, è un Comune del Lazio che
sorge su un’altura tufacea circondata da fossi naturali, sui
colli che formano le pendici del lago di Baccano, antico lago
vulcanico poi prosciugato. Oggi conta 10.200 abitanti, circa è
adagiato alle pendici del Monte Razzano ad una quota di 270
s.l.m., non lontano dall’autodromo di Vallelunga e dai laghi di
Bracciano e Martignano ed è l’insediamento più antico accertato
risale all’età del Bronzo, intorno al 1550 a.C. Al termine della
S. Messa, officiata dal Parroco don Renzo presso la chiesa del
Gonfalone sita nel cuore della cittadina laziale, il Gruppo è
rientrato al centro Parrocchiale ove è stata servita una cena
preparata da un vicina rosticceria comprendente, oltre a vino ed
acqua, un primo doppio piatto di gnocchi al ragù e lasagne al
forno, ed un secondo di pollo con patatine oltre alla frutta e
al dessert.
Chilometri percorsi: 23,00 - Tempo di tappa: 7h e 20'
Tempo effettivo di camminata: 5h e 05' - Media oraria: 4,52
Km/ora.
N.B. Dal Centro Parrocchiale alla Chiesa e ritorno possono
valutarsi km 2.00
Tempistica:
Ore 7.00:….. Sveglia
Ore 8.10:….. Partenza per la seconda tappa
Ore 8.20÷8.40:…… Colazione (dal bar si gira a destra per
Isola Farnese e Parco di Veio)
Ore 8.45÷8.55:…… Sosta alla vicina farmacia (rifornimento
cerotti, lassativi ecc)
Ore 9.35÷9.55:…… Tempio del Portonaccio all’interno del Parco
di Veio; qui scoperto l’Apollo di Veio
Ore 10.00: Transito dall’ingresso dell’area archeologica di
villa Campetti all’interno del parco di Veio
Ore 11.25:… Uscita dal Parco di Veio e inizio di via
Spinaceta; a dx si va verso Formello
Ore 12.05÷13.00 Formello centro; sosta
pranzo. Fin qui km 13.30 dalla partenza
Ore 13.30:…… Transito dal Santuario Madonna del Sorbo in
restauro. Fin qui km 16.80 dalla partenza
Ore 14.20÷14.40 Momenti di sosta in corrispondenza della
strada in salita verso Campagnano
Ore 15.30:…… Arrivo a Campagnano di Roma
presso il Centro della Parrocchia di S.
Giovanni Battista. Fin qui km 23.00
dalla partenza
Ore 17.00÷17.30:…… S. Messa celebrata da don Renzo nella
Chiesa del Gonfalone
Ore 19.30:… Cena all’interno del Centro Parrocchiale
Ore 20.30:… Pernottamento all’interno del Centro Parrocchiale
0.3 - LA TERZA TAPPA
Pellegrinaggio Anno Santo Compostellano 2010
Primo settore
Da Roma ad Assisi
06 01 – 15 01 2010
Venerdì
08 gennaio 2010
3ª tappa
Km 16,60
Da Campagnano
di Roma (RM) a Nepi (VT) e Catacombe di
S. Savinilla
Note:
Giornata dalle condizioni meteo piuttosto
perturbate con alternanza di piogge a momenti di stasi. Nel
pomeriggio, per tutto il viaggio fino ad Amelia, si è scatenato
un vero nubifragio con vento impetuoso e piogge violente.
Anche questo itinerario si è svolto
prevalentemente su strade asfaltate con qualche breve tratto sia
su sterrate che sull’antico basolato della via Amerina.
Durante il tragitto, nei pressi di un
magnifico ponte romano non distante dalla cittadina di Nepi, si
trova l’omonima fonte acquifera. Essa è particolarmente famosa e
per il motto della stessa: "Nepe civitas, nobilis atque potens,
in cuius fertilissimis agris balnea scaturiunt salutifera"; (La
città di Nepi, nobile e potente, nei cui campi fertilissimi
sgorgano acque salutifere). L'acqua sfocia nei prati di Nepi e,
grazie ad essa, esiste l' industria "Acqua di Nepi" che esporta
i suoi prodotti in tutta l' Italia.
Di estremo interesse la visita di Nepi
iniziata a partire dal Palazzo dei Borgia, che nella tradizione
popolare viene denominato "Forte dei Borgia", la cui costruzione
iniziò nel 1479 da parte di Rodrigo Borgia nipote di Alfonso
Borgia divenuto Papa nel 1455 con il nome di Callisto III.
Testimonianze significative dell’insediamento dell’antica Nepi
risalgono all’VIII sec. a.C. allorché, grazie alla sua posizione
strategica lungo le direttrici che la collegavano all’Etruria
interna e ai territori di Veio e Capena, conobbe un notevole
sviluppo sociale ed economico.
Oltre ad una breve visita dell’antico centro
storico, il Gruppo si è soffermato presso un magnifico Presepe
allestito in corrispondenza della Piazza antistante il Municipio
e, successivamente, all’esterno della Cattedrale ove, un
bassorilievo, ricorda il passaggio di Pellegrini lungo la via
Amerina. Fin qui km 16,60.
A partire dal primo pomeriggio, il Gruppo si
è trasferito presso la Chiesa di S. Tolomeo fuori le Mura ove,
in posizione retrostante, si trova la catacomba di S. Savinilla
al cui interno, dopo la visita, don Paolo Giulietti presenti
Paolo Caucci e Signora, ha officiato una suggestiva S. Messa.
Raggiunta successivamente con gli automezzi
la città di Amelia, sotto un vero diluvio, il Gruppo è dapprima
pervenuto al centro Parrocchiale di S. Massimiliano Kolbe poi,
di seguito ad assetto avvenuto, si è diretto al centro storico
per le programmate cerimonie all’Ospitale dei Pellegrini.
Bella la cerimonia di inaugurazione
dell’affresco della Madonna della Misericordia, all’interno
dell’antico "Ospitale di S. Maria dei Laici" del 1250~,
presenti autorità locali, il Vescovo di Terni, Narni e Amelia
mons. Vincenzo Paglia nonché il Rettore della Confraternita
Paolo Caucci mentre i Pellegrini della Confraternita hanno
presenziato in camice rosso e mantella recanti il Labaro del
Pellegrinaggio. Hanno preso la parola S. E. il Vescovo, la
restauratrice del dipinto e, infine, il Rettore Paolo Caucci von
Saucken. Al
termine tutti si sono diretti nel vicino antico" Ospitale degli
Antoniani di Vienne", del 1505, ove il Vescovo ha tenuto una dotta
conferenza a commento della lettera pastorale inviata da lui
inviata ai fedeli della Diocesi all’inizio dell’Anno avente per
tema: "Eucarestia e Città".
Ritornato al centro Parrocchiale, il Gruppo
ha consumato un’ottima cena organizzata a cura degli amici Siro
e Sandro di Amelia a base di risotto di pesce, filetti di
cernia, verdura dolci e vino a volontà.
Chilometri percorsi: 16,60 - Tempo di tappa: 4h e 50'
Tempo effettivo di camminata: 4h e 00' - Media oraria: 4,15
Km/ora.
N.B. Si rileva che dal centro di Nepi al Centro Commerciale e
da questo alle Catacombe, si è percorso un ulteriore tratto ci
circa 1,5 km
Tempistica:
Ore 8.00:….. Colazione al bar nei pressi del Centro
Parrocchiale
Ore 8.40:….. Partenza per la terza tappa
Ore 10.00÷10.10:…… Località "Settevene" – antico Ostello
(sulla via Cassia)
Ore 11.20:…… Transito dalla Chiesa dell’Umiltà (fin qui 11.20
km)
Ore 11.40÷11.50: Terme dei Gracchi – fonte di Nepi (fin qui
12.30 km)
Ore 12.35:…… Arrivo a Nepi all’inizio città (fin qui 15,20
km)
Ore 12.50÷13.00: Castello dei Borgia (fin qui km 15.80)
Ore 13.10÷13.25: Visita al locale Presepio sito in centro
storico
Ore 13.25÷13.30:… Cattedrale di Nepi. Fin qui km 16.60.
Fine tappa
Ore 13.40÷14.30 Sosta pranzo presso il
centro commerciale all’esterno del centro
storico cittadino
Ore 14.45÷15.45:…… Visita alla Chiesa S.
Tolomeo fuori le Mura e alla Catacomba di S.
Savinilla. S. Messa all’interno della
Necropoli officiata da don Paolo Giulietti;
presente anche il Rettore della
Confraternita Paolo Caucci e Signora.
Ore 15.50:…… Partenza per Amelia
Ore 16.50:…… Arrivo ad Amelia presso il centro Parrocchiale
di S. Massimiliano Kolbe
Ore 18.00÷20.00: Inaugurazione
dell’affresco restaurato della Madonna della
Misericordia all’interno dell’Ospitale dei
Pellegrini e successiva conferenza di S.E.
mons. Vincenzo Paglia, Vescovo di Terni,
Narni e Amelia sul tema "Eucaristia e Città"
Ore 20.30÷22.10:… Ritorno al centro Parrocchiale, cena e
successivo pernottamento
0.4 - LA QUARTA TAPPA
Pellegrinaggio Anno Santo Compostellano 2010
Primo settore
Da Roma ad Assisi
06 01 – 15 01 2010
Sabato
09 gennaio 2010
4ª tappa
Km 6,50
Da Castel S. Elia (Nepi)
alla Staz. Ferroviaria di Falerii Novi (VT)
(Tappa interrotta a causa del persistente
maltempo)
Note:
L’odierna giornata , come anche ribadito
nelle note a margine dopo i dati statistici, è stata
particolarmente perturbata con pioggia a tratti forte e
persistente lungo tutto l’arco della mattinata fino alla sosta
pranzo; un vero peccato soprattutto durante la visita alla
necropoli denominata "Cavo degli Zucchi". Al termine della sosta
pranzo, stante il perdurare delle precipitazioni piovose,
unanimemente si è deciso di por fine al percorso previsto e
raggiungere Gallese con gli automezzi.
Di primo mattino, il Gruppo è salito sugli
automezzi ed ha raggiunto la località di Castel S. Elia (Nepi)
giungendo in prossimità del convento dei frati Micaeliti ove,
nelle immediate adiacenze, sorge il complesso di Santa Maria ad
Rupes, luogo di grande sacralità, in uno scenario naturale
grandioso di ripide rocce tufacee interrotte da innumerevoli
grotte, segno di eremitaggi fin dal VI sec. La visita ed una
breve preghiera d’inizio giornata è avvenuta al termine della
visita alla sottostante magnifica Basilica di S. Elia.,
monumento nazionale in puro stile romanico con presenze di
elementi di origine lombarda, ricco di storia e di avvenimenti,
che ne hanno, per certi aspetti nei secoli scorsi,
"stratificato" e resa attuale la volumetria e l’assetto
artistico odierni.
Con gli automezzi il Gruppo in tarda
mattinata ha raggiunto la località S. Lorenzo fuori Nepi da dove
è iniziato il percorso a piedi. Dopo aver visitato il recente
scavo che ha messo in risalto un tratto basolato della antica
via Amerina, il Gruppo ha raggiunto la Necropoli denominata
"Cavo degli Zucchi" ove, a lato della via Amerina, innumerevoli
tombe di varie tipologie, loculi e colombari sono scavati nel
tufo ai lati del percorso. Purtroppo la pioggia ha notevolmente
impedito una visita più dettagliata e razionale del complesso
archeologico. Dopo un tratto sterrato particolarmente fangoso e
pieno d’acqua stagnante, la Comitiva è successivamente pervenuta
a Faleri Novi per una fugace vista all’importante sito
archeologico locale caratterizzato anche dalla presenza, nei
pressi, di una grande complesso basilicale cistercense.
Al termine della sosta pranzo, viste le
pessime condizioni meteo, la comitiva ha raggiunto l’ottimo
agriturismo "Giulia di Gallese" nei pressi dell’omonima
cittadina laziale, non prima di aver visitato, nei pressi, la
famosa chiesetta di S. Famiano a Lungo del XVI sec. ove il Santo
fece il miracolo di far sgorgare l’acqua dalla pietra. Prima di
cena, alcuni hanno raggiunto il centro di Gallese per la S.
Messa e per la successiva vista alla Basilica di S. Famiano poi,
la cena ed il pernottamento.
Chilometri percorsi: 6,50 - Tempo di tappa: 2h e 10'
Tempo effettivo di camminata: 1h e 50'circa - Media oraria:
3,55 Km/ora.
N.B. I dati relativi all’effettivo tempo di
camminata sono molto presuntivi in quanto vi sono state
frequenti soste sia in corrispondenza dei recenti scavi che
hanno messo in luce un tratto basolato della via Amerina, sia
della Necropoli "Cavo degli Zucchi" che, infine, delle vestigia
di Faleri Novi. Da considerare inoltre la pioggia persistente
che ha sicuramente condizionato ed "accompagnato" la marcia dei
Pellegrini lungo tutto il percorso.
Tempistica:
Ore 8.25÷8.35:….. Colazione in un bar
pressoché attiguo al centro Parrocchiale di
S. Massimiliano Kolbe poi, con gli
automezzi, trasferimento a Castel S. Elia
(Nepi)
Ore 9.30:….. Arrivo a Castel S. Elia (Nepi), in
corrispondenza del convento dei frati Micaeliti
Ore 10.00
÷10.30:…… Visita
alla Basilica di S. Elia
Ore 10.35÷10.45:…… Visita alla Basilica di S. Maria ad Rupes
Ore 10.50:…...…. Partenza con gli automezzi dal convento dei
frati Micaeliti
Ore 10.55÷11.05:…… Trasferimento con gli
automezzi a Nepi in corrispondenza del
Castello e della Cattedrale; sosta per
timbro sulle credenziali
Ore 11.15:…...…. Arrivo degli automezzi
in località S. Lorenzo (Nepi) in
corrispondenza del Ristorante "La Vecchia
Quercia" lungo la S.S. 311
Ore 11.20:…...…. Inizio della tappa e,
subito dopo sotto la pioggia, visita a
recenti scavi che hanno messo in luce parte
del basolato della via Amerina
Ore 11.30÷12.30: Transito sotto la
pioggia, dalla Necropoli denominata "Cavo
degli Zucchi" con parte di selciato in
blocchi di basalto (basolato) dell’antica
via Amerina
Ore 13.00÷13.20 In località Faleri Novi,
sotto la pioggia, visita al relativo sito
archeologico e all’esterno della Basilica
cistercense. Fin qui km 5,50
Ore 13.30÷14.45 Sosta pranzo in una
trattoria nei pressi della stazione
ferroviaria di Faleri Novi. Fin qui km
6,50. Fine dell’odierna tappa a causa
delle persistenti copiose piogge
Ore 14.45: Ripartenza con gli automezzi verso Gallese.
Ore 15.35÷15.50: Arrivo alla chiesetta di "S. Famiano a
Lungo" del XVI sec. nei pressi di Gallese e visita
Ore 16.00:… Arrivo all’ottimo agriturismo "Giulia di Gallese"
Ore 16.55:… Partenza dall’agriturismo
Ore 17.00÷17.50:… S. Messa nella
Cattedrale di Gallese officiata dal Parroco
don Remo Giardini. (tel. 0761 495055 anche
fax)
Ore 18.15÷19.00:… Visita alla Basilica di
S. Famiano alla periferia di Gallese e
incontro con don Remo
Ore 19.15:… Ritorno dall’agriturismo
Ore 19.45:… Cena e pernottamento
0.5 - LA QUINTA TAPPA
Pellegrinaggio Anno Santo Compostellano 2010
Primo settore
Da Roma ad Assisi
06 01 – 15 01 2010
Domenica
10 gennaio 2010
5ª tappa
Km 25,20
Da Gallese (VT)
a Penna
in Teverina (TR)
Note:
Giornata complessivamente ottima con ampi
squarci si sereno e sole condizioni, queste, che si sono
mantenute costanti lungo l’arco della giornata. Il percorso,
nella parte iniziale fino ad Orte, si è svolto pressoché su
strade asfaltate, pur con qualche breve tratto sterrato,
caratterizzate da un andamento articolato con continui
saliscendi, all’interno di un magnifico territorio collinoso
caratterizzato da coltivi, uliveti e noccioleti. Da Orte, il
percorso invece si è svolto ai margini di una strada provinciale
asfaltata il cui ultimo tratto, di circa 5 km, si è snodato
completamente in costante salita.
Al termine della colazione, il Gruppo si è
trasferito alla Basilica di S. Famiano per una ulteriore visita
soprattutto per coloro che, nella serata del giorno prima, non
avevano potuto partecipare alla visita allora effettuata. Il
Santo, che inizialmente si chiamava Guardo da Colonia, fu
eremita, pellegrino, sacerdote e monaco cistercense
contemporaneo di S. Bernardo quest’ultimo fondatore dell’Ordine
dei Cistercensi. Venne chiamato S. Famiano per la fama che ne
derivò per i miracoli operati prima e dopo la morte avvenuta nel
1450 e, dopo quattro anni assunse, alla gloria degli altari.
Dopo un tratto di cammino, il Gruppo si è brevemente soffermato
presso il vecchio complesso monastico di Castel Bagnolo
risalente al 1450, ora restaurato a cura di privati, ove
all’interno della chiesetta è presente una preziosa ed antica
statua lignea della Vergine Lauretana.
Da qui, i Pellegrini al termine di un lungo
percorso sono pervenuti nel centro storico di Orte visitando
dapprima il piccolo ma ricco Museo Diocesano d’arte poi il Museo
delle Confraternite presso la Chiesa di S. Agostino (Sec
XIV-XVI) ove sono raccolti e custoditi tutti gli elementi che
sottendono alla processione delle Confraternite locali che si
tiene il Venerdì Santo di ogni anno con grande partecipazione
popolare locale e non solo. Qui la Confraternita di S. Croce, la
più antica d’Italia, risale al 1159.
Al termine della sosta pranzo di nuovo tutti
in cammino verso Penna in Teverina raggiunta al termine di un
lungo percorso inizialmente in piano poi, per molti chilometri,
in costante salita.
Dopo l’assetto presso il centro parrocchiale
posto in magnifica posizione dominante, S. Messa nella locale
chiesa del paese SS. Madonna della Neve celebrata dal Parroco
don Antonino De Sanctis quindi, al termine, visita all’annesso
"Presepe de la Penna" meccanico permanente composto da circa 200
figure, realizzato a partire dal 1988 da un appassionato locale,
tale Divo Pettirossi, e che ha suscitato in tutti, sorpresa,
stupore e meraviglia.
La cena è stata preparata e servita a cura
della Parrocchia ed ha compreso, oltre ad acqua e vino,
bruschetta, ossocollo, fettuccine al ragù e funghi, carni miste
alla brace, fagioli all’olio e aglio oltre al panettone finale.
Chilometri percorsi: 25,20 - Tempo di tappa: 8h e 10'
Tempo effettivo di camminata: 5h e 25' - Media oraria: 4,65
Km/ora.
Tempistica:
Ore 7.15÷7.40:….. Colazione
Ore 7.50:….. Partenza dall’agriturismo
Ore 8.00:…… Arrivo alla Basilica di S. Famiano a Gallese e
visita guidata da don Remo Giardini
Ore 8.35:…… Partenza dalla Basilica ed inizio tappa
Ore 9.15÷9.25:…...…. Sosta alla stele scolpita dedicata a S.
Famiano; fin qui 3,2 km
Ore 10.00÷10.15:…… Sosta al vecchio
complesso monastico di Castel Bagnolo del
1450 ora proprietà privata, restaurato,
nella cui chiesetta è custodita una Vergine
lignea Lauretana. Fin qui km 6,30
Ore 10.50÷11.05: Sosta (recupero occhiali di Romoletto)
Ore 12.30÷12.45… Visita del Museo Diocesano d’Arte di Orte.
Fin qui km 14,70
Ore 12.45÷13.10 Visita del Museo delle Confraternite di Orte
Ore 13.10÷14.35:…… Sosta pranzo
Ore 16.40:…… Arrivo nella piazza centrale di Penna in
Teverina. Fin qui km 24,90
Ore 16.45:…… Arrivo al Centro Parrocchiale di Penna in
Teverina. Fin qui km 25,20
Ore 18.00÷19.00: S. Messa nella Parrocchiale di Penna
Ore 19.00÷19.30: Visita al Presepio permanente
Ore 20.00÷21.30:… Cena all’interno della struttura
parrocchiale poi il successivo pernottamento
0.6 - LA SESTA TAPPA
Pellegrinaggio Anno Santo Compostellano 2010
Primo settore
Da Roma ad Assisi
06 01 – 15 01 2010
Lunedì
11 gennaio 2010
6 tappa
Km 12,80
Da
Penna in Teverina (TR)
ad Amelia (TR)
Note:
Giornata grigia, uggiosa, senza
precipitazioni piovose ma con molta umidità. Nelle prime ore
della mattinata, suggestivo si è presentato il paesaggio
circostante caratterizzato dalla presenza di nebbie diffuse
soprattutto nelle parti inferiori delle valli circostanti.
Tutto l’odierno percorso si è svolto su un
tracciato stradale asfaltato articolato e vario.
L’odierno percorso, sviluppato tra colline
ricche di oliveti e coltivi, non è stato particolarmente
impegnativo e, verso la parte finale, ha compreso una deviazione
per consentire la visita al complesso conventuale della SS.
Annunziata ove è presente, anche qui, un presepio permanente
corredato da una serie di diorami sugli episodi più importanti
della vita di Gesù.
Nel primo pomeriggio, visita guidata di parte
della città di Amelia a cura di Giancarlo Guerrini…e non poteva
essere che Lui !!!
A partire da Porta Romana la visita ha
compreso:
- Via della Repubblica (al n° 34 abita
Giancarlo).
- Gli esterni dell’antico Ospitale dei
Pellegrini "S. Maria dei Laici" (1250~), ora sede della
Confraternita Jacopea e del Cammino della Luce e
dell’annesso Ospitale degli Antoniani di Vienne (1505).
- Palazzo Alessandro Geraldini,
finanziatore della spedizione di C. Colombo, I° Vescovo di
Amelia, fondatore della Repubblica di S. Domingo ove tuttora
è sepolto.
- Piazza Marconi con il palazzo
Petrignani (XVI sec) e palazzo Nacci (XV sec).
- Via del Duomo con il restaurato Palazzo
Vescovile, la Torre Civica e il Vecchio Seminario tutt’ora
in abbandono
- Il Piazzale del Belvedere con magnifica
vista sulla città sottostante ed i colli circostanti.
- La Cattedrale
Completata la visita di questa parte della
Città, il Gruppo è ritornato a S. Massimiliano Kolbe per la S.
Messa.
Successivamente, alcuni Pellegrini hanno
approntato un’ottima cena comprendente antipasto a base di
pecorino, chorizo e prosciutto crudo, primo piatto pasta con
sugo misto di verdure, verdure lesse e brodo vegetale, frutta,
fichi "Girotti" offerti da Franco, cantucci e vin santo;
naturalmente il tutto accompagnato da ottimi vini bianchi e
rossi con caffè finale e grappa.
Chilometri percorsi: 12,80 - Tempo di tappa: 3h e 10'
Tempo effettivo di camminata: 2h e 45' - Media oraria: 4,65
Km/ora.
N.B. Oltre alla distanza di tappa, si possono ulteriormente
valutare almeno km. 3,00 per la visita al centro storico di
Amelia.
Tempistica:
Ore 8.00÷8.35:….. Colazione presso il complesso parrocchiale
di Penna
Ore 8.40:….. Partenza
Ore 9.15:…… Bivio Amelia/Giove. Fin qui km 3,35
Ore 10.45÷11.10:…… Convento
dell’Annunziata nei pressi di Montenero
d’Amelia.Visita al locale Presepio. Fin qui
km 9,50
Ore 11.20:…...…. Transito dalla località di Montenero
d’Amelia; 338 m s.l.m.
Ore 11.50:…… Arrivo ad Amelia presso il Centro Parrocchiale
di S. Massimiliano Kolbe. Fin qui km 12,80
Ore 15.25÷17.00: Visita al centro storico cittadino di Amelia
"guidata" da Giancarlo Guerrini
Ore 17.30÷18.15:… S. Messa presso la chiesa di S.
Massimiliano Kolbe
Ore 20.40÷21.50 Cena presso il Centro
Parrocchiale preparata da alcuni Pellegrini
poi qui il pernottamento
0.7 - LA SETTIMA TAPPA
Pellegrinaggio Anno Santo Compostellano 2010
Primo settore
Da Roma ad Assisi
06 01 – 15 01 2010
Martedì
12 gennaio 2009
7ª tappa
Km 15,30
Da Amelia (Tr)
a Castel dell’Aquila (TR)
(fraz di Montecastrilli)
9
Note: Giornata inizialmente ventosa con
molta foschia e nebbia soprattutto nella parte alta della città.
Da metà mattinata il sole ha diradato le nebbie e le brume
mattutine cosicché le condizioni meteo si sono fatte più che
soddisfacenti pur con alternanza di sole e nuvole.
Il percorso odierno, dopo un breve tratto
iniziale pressoché in piano dal fondo sterrato, è proseguito per
tutta la giornata su asfaltate poco trafficate ed anche
campestri sterrate alternando salite a discese a tratti in
falsopiano o totalmente pianeggianti soprattutto nel finale.
Al termine della colazione il Gruppo ha
completato la visita di Amelia iniziata nel pomeriggio
precedente. Si rammenta che la città che oggi conta all’incirca
11.800 persone, di remote origini, era anticamente nota con il
nome di Ameria. Lo stemma del Comune è rappresentato da uno
scudo sul quale compare la scritta "A.P.C.A." (Antiani Populi
Civitatis Ameriae) e che fa riferimento al governo della città
durante il Medioevo.
A partire da Porta Romana, incastonata tra le
colossali mura poligonali risalenti al V-VI sec, la visita ha
compreso:
- L’interno dell’ Ospitale dei Pellegrini "S. Maria dei
Laici" (1250~), ora sede della Confraternita Jacopea e del
Cammino della Luce e l’esterno dell’annesso Ospitale degli
Antoniani viennesi (1505) che, nel 1772, venne annesso
all’Ospitale di S. Maria dei Laici.
- Casa Guerrini ove è in via di costruzione un vano che
verrà adibito a Ospitale per Pellegrini in transito.
- Le Chiese di S. Lucia, di S. Monaca e di S. Agostino.
- Il complesso abbaziale di S. Magno (suore Benedettine).
- Porta Posterola.
- Piazza Municipio e le Cisterne Romane.
- Palazzo Farattini del Sangallo.
- Ritorno a Porta Romana e visita, nei pressi, della
antica Chiesa di S. Maria 5 fonti del XV.
Riattraversato il centro storico, i
Pellegrini hanno dato inizio all’odierna tappa a partire da
Porta Posterola; qui, alla Comitiva si sono aggregate tre
Pellegrine di Amelia che hanno compiuto l’odierno tragitto.
Attraversato il Rio Grande, il Gruppo ha
brevemente proseguito per sterrata fino ad incrociare una strada
asfaltata la quale, per 2 km di salita, ha seguitato fino a
raggiungere l’altopiano di un modesto rilievo boscoso-prativo
per poi proseguire in falsopiano per via dei Cappuccini fino a
pervenire, dopo un ulteriore tratto di salita, all’omonimo
convento ove l’accoglienza è stata piuttosto…"fredda" e
frettolosa. Qui, comunque, si è potuto vedere un dipinto che
ricorda il passaggio di pellegrini diretti a Santiago. Raggiunto
e superato l’abitato di Sambucetole, un successivo breve tratto
di sterrato tra coltivi ha condotto il Gruppo a pervenire a
Lagoscello. Successivamente, seguitando per sterrata poi per
asfaltata la Comitiva dei Pellegrini si è ritrovata nei pressi
dell’ex Abbazia di S. Maria in Canale, eretta sopra un tempio
romano dedicato ad Ercole, oggi in completa ristrutturazione. Al
termine di un ulteriore percorso su ampie carrarecce
pianeggianti, la Comitiva ha ripreso l’asfaltata raggiungendo in
breve, al temine di un ripido tragitto in salita, il capiente e
confortevole Centro Parrocchiale di Castel dell’Aquila .
Dopo il riassetto generale, le docce calde
presso la palestra comunale, e la S. Messa celebrata dal Parroco
don Piero Grossi nella Chiesa dedicata ai Santi Giacomo e Marco,
i soliti Pellegrini "Chef" si sono dedicati ad approntare una
cena a dir poco …da ricordare: risotto alla milanese, pollo
ruspante locale alla cacciatora con le olive, insalata, funghi
sott’olio, formaggio, "chorizo", frutta, dolci, caffè e sambuca
finale. Insomma una cena all’insegna dell’amicizia, socialità e
comunione d’intenti per la quale non ci sono aggettivi che
possano descrivere l’atmosfera ed i momenti che si sono vissuti
grazie a tutti !!!
Chilometri percorsi: 15,30 - Tempo di tappa: 3h e 45'
Tempo effettivo di camminata: 3h e 05' - Media oraria: 4,96
Km/ora.
N.B. Oltre alla distanza di tappa, si devono ulteriormente
valutare km. 3,00 per la visita al centro storico di Amelia.
Tempistica:
Ore 7.15:….. Sveglia
Ore 8.25:….. Partenza dal centro Pastorale di S. Massimiliano
Kolbe
Ore 8.40÷10.10:…… Completamento della
visita al centro storico cittadino di Amelia
"guidata" , ovviamente, da Giancarlo
Guerrini. Fin qui km 3,00
Ore 10.35:…… Ritorno a Porta Posterola e
inizio della odierna tappa. La misurazione
del percorso di tappa odierno inizia da qui
Ore 10.55:…...…. Transito dal ponte sul Rio Grande
Ore 11.50÷12.00:…… Breve visita al Convento dei Cappuccini.
Fin qui km 7,70
Ore 12.35÷12.55: Sosta all’abitato di Sambucetole (frazione
di Amelia). Fin qui km 10,00
Ore 13.10:… Lagoscello. Fin qui km 10.90
Ore 13.30÷13.40 Pressi dell’ex Abbazia di
S. Maria in Canale. Fin qui km 12,00
Ore 14.00:…… Incrocio asfaltata alla fine
di un tratto sterrato in vista ormai di
Castel dell’Aquila. Fin qui km 13,70
Ore 14.20:…… Arrivo al Centro Parrocchiale di Castel
dell’Aquila. Fin qui 15,30 km – alt. 363 m s.l.m..
Ore 16.30÷17.10:…… S. Messa nella Chiesa Parrocchiale del
paese dedicata ai Santi Giacomo e Marco
Ore 19.30÷21.00: Cena approntata da
alcuni bravissimi Pellegrini…"Chef" Franco,
Sandro (Romoletto) e Maurizio supportati da
Alfredo, poi il pernottamento all’interno
della capiente, ottima e confortevole
struttura parrocchiale
0.8 – L’OTTAVA TAPPA
Pellegrinaggio Anno Santo Compostellano 2010
Primo settore
Da Roma ad Assisi
06 01 – 15 01 2010
Mercoledì
13 gennaio 2009
8ª tappa
Km 20,80
Da
Castel dell’Aquila (TR)
a Todi
(PG)
Note:
Ognuno di noi, partecipanti al primo settore
del Pellegrinaggio Compostelano 2010 della Confratenita Jacopea,
è certamente passato attraverso esperienze di "trekking",
camminate o tappe del Cammino di Santiago, caratterizzate da
pioggia ed avverse condizioni meteo però, giornate come questa,
senza pioggia ma con sentieri e tratturi fangosi
all’inverosimile e pieni di pozzanghere, non sarà facile
ripercorrere nuovamente.!!! Oggi è stata veramente la…"giornata
del fango"…Come solitamente avviene nel rammentare nel tempo
avvenimenti condizionati da difficoltà di vario genere così la
tappa odierna, per lo stato generale di precarietà incontrato,
rimarrà sicuramente a lungo nella memoria di tutti i
Partecipanti non certamente per le condizioni meteo che per
tutta la giornata si sono mantenute costantemente incerte, ma
soprattutto per il fango, le pozzanghere e le strade campestri
ridotte ad acquitrini e terreni fortemente paludosi a causa
delle piogge dei giorni scorsi alterando così, in modo
sostanziale, il relativo piano di calpestio non senza
dimenticare, poi, il guado di un torrente che, solitamente
asciutto, in questi giorni era gonfio d’acqua dallo scorrere
piuttosto impetuoso. Tutti peraltro hanno superato queste
difficoltà con molta serenità e tranquillità tant’è che,
unanimemente, l’odierna tappa è stata considerata la più
remunerativa nel suo complesso; ci fosse stato il sole,
l’odierno percorso avrebbe assunto risvolti decisamente positivi
in quanto il territorio attraversato, si è rivelato sicuramente
il più bello e articolato tra quelli fin qui incontrati.
L’odierno tracciato si è svolto, salvo il
tratto finale asfaltato, su carrarecce e strade campestri
dissestate e rese pressoché impraticabili dalla pioggia che,
copiosamente, era caduta nei giorni scorsi
Dopo un breve iniziale tratto di asfalto fino
all’uscita da Castel dell’Aquila, il percorso si è inserito nel
tracciato della vecchia via Amerina attraverso coltivi
all’interno di un paesaggio collinare superbo. Transitati da una
bella "Mestaiola" (edicola sacra) dedicata a S. Sismano da cui
si gode una ottima visione dell’abitato di Avigliano Umbro, i
Pellegrini sono pervenuti al Mulino di Pesciano e
successivamente, hanno fatto sosta presso l’antico bellissimo
omonimo ponte non senza aver guadato in precedenza, non senza un
certo divertimento, un torrente in piena.
Percorso un ulteriore tratto sterrato molto
fangoso, il Gruppo ha intersecato un’asfaltata secondaria poi la
S.P. n° 379 seguendo la quale, alla fine di una lunghissima e
rettilinea erta in salita, è pervenuto alla Porta Amerina sulla
circonvallazione esterna della Città di Todi; da qui in breve,
proseguendo in senso antiorario, i Pellegrini sono pervenuti a
Porta Perugina poi in breve, piuttosto inzaccherati ed
infangati, hanno raggiunto il Monastero della SS. ma Annunziata,
risultato essere comodo ricovero per la sosta a Todi, ove,alla
reception hanno incontrato, Suor Annie originariamente di
estrazione veneta.
Il complesso religioso-ricettivo delle Suore
Serve di Maria Riparatrici, si è rivelato quanto mai accogliente
ed ha consentito a tutti di poter riassettare, nel giro di poco
tempo, on solo le calzature ma anche gli indumenti sporchi
Nel pomeriggio, il Gruppo è poi salito nel
cuore della città per una visita al magnifico centro storico in
particolare alla Cattedrale, anche se parzialmente preclusa per
lavori in corso, alla Piazza del Popolo sicuramente tra le più
belle d’Italia e al Tempio di S. Fortunato al cui interno si
trova la tomba di Jacopone da Todi. Al termine, S. Messa nella
chiesa del Campione sotto il Municipio quindi il rientro alla
casa soggiorno per l’ottima cena servita nel magnifico
refettorio ricco di antichi ed originali arredi nonché di
affreschi quattro - cinquecenteschi; infine il pernottamento.
Chilometri percorsi: 20,80 - Tempo di tappa: 6h e 15'
Tempo effettivo di camminata: 5h e 30' - Media oraria: 3,78
Km/ora.
N.B. Passeggiata a Todi centro 1,5 km
Tempistica:
Ore 7.30÷8.00:….. Colazione all’oratorio parrocchiale e al
bar locale
Ore 8.35:….. Partenza per l’ottava tappa
Ore 10.05÷10.20:…… Mestaiola di S. Sismano o di S. Eurosia.
Fin qui km 6,30
Ore 10.40:…… Ponte Falcetta sul Rio Arnata
Ore 11.10÷11.15:….. Guado. Fin qui km 9,20
Ore 11.25:…… Mulino di Ciuccio
Ore 11.45÷12.00: Antico ponte di Pesciano. Fin qui km 11,00
Ore 12.20:… Ponte Romano. Fin qui km 12,30
Ore 12.50 Ex Ospitale di S. Lazzaro. Fin
qui km 13,70
Ore 13.40:…… Cartello inizio geografico Comune di Todi;
incrocio con S.P. 379. Fin qui km 17,00
Ore 14.05÷14.15:…… Porta Amerina in
corrispondenza della periferia fuori le mura
di Todi. Fin qui km 19,10
Ore 14.42:…… Porta Perugina. Fin qui km 20,70
Ore 14.50: Arrivo al Monastero SS. ma Annunziata delle Serve
di Maria Riparatrici. Fin qui km 20,80
Ore 16.00÷17.15: Visita al centro storico di Todi
Ore 17.15÷17.50: S. Messa nella Chiesa del Campione sotto il
Municipio
Ore 18.10: Rientro alla Casa Soggiorno del Monastero della
SS. ma Annunziata
Ore 19.30: Ottima ed abbondante cena
all’interno del magnifico refettorio del
Monastero poi il pernottamento
0.9 - LA NONA TAPPA
Pellegrinaggio Anno Santo Compostellano 2010
Primo settore
Da Roma ad Assisi
06 01 – 15 01 2010
Giovedì
14 gennaio 2010
9ª tappa
Km 22,30
Da Todi (PG)
a Madonna dei Bagni
(Deruta – PG)
Note:
Giornata inizialmente fredda con nebbie in
diradamento; cielo azzurro con sole e temperature via via sempre
più gradevoli sicché, da metà mattina, condizioni ottimali per
camminare. Tutto il percorso si è svolto su strade asfaltate con
andamento molto articolato con qualche salitella alternata a
tratti pianeggianti ed in falsopiano.
Sveglia per tempo poi trasferimento nel
vicino convento di S. Francesco ove, nella chiesetta del
convento delle Clarisse, monache di clausura, è stata celebrata
una S. Messa di grande spiritualità…e "pathos" anche perché
accompagnata dal canto delle Suore e da quello dolcissimo di una
cetra che ha conferito suggestioni profonde e momenti di intima
sacralità che non si possono definire. Al termine, nel
parlatorio, incontro con la simpaticissima ed "effervescente"
suor Paola Francesca, da molti anni vicina alla Confraternita ed
alle sue iniziative cui, purtroppo, Ella non può partecipare se
non in spirito e con la preghiera data la sua condizione di
Suora di clausura . L’incontro è stato anche occasione, da parte
sua, oltre che per una serie di foto di Gruppo ed uno scambio di
notizie sul Pellegrinaggio di Confraternita da Roma a Santiago,
anche per una esaustiva spiegazione del grande affresco del
Purgatorio di S. Patrizio, del XIV sec che si trova nel coro di
S. Francesco ove è stata celebrata la S. Messa, "il cui ambiente
bene attualizza la simbologia contenuta in questa importante
opera d’arte di inestimabile valore storico, artistico e
teologico".
(L’indirizzo di Suor Paola Francesca è il
seguente: Monastero S. Francesco – Via Borgo Nuovo 30 – 06059
Todi (PG)).
Dopo la S. Messa, il Gruppo è rientrato al
Monastero della SS. ma Annunziata per la colazione terminata la
quale si è dato avvio all’odierna tappa, svoltasi tutta su
strade asfaltate mediamente trafficate.
A Pantalla, vi è stato l’incontro con il
Confratello Corrado Borghesi poi la Comitiva, dopo aver superato
la località di Collazzone (frazione di Acquasanta), ha sostato
presso la Chiesetta della Madonna "dell’Acqua Santa" all’interno
della quale si trova un bellissimo affresco di scuola umbra del
XVI sec.
Il cammino è continuato superando Collepepe,
il centro di Ripabianca per raggiungere Casalina ove trovasi
ubicato un antico Ospitale fortificato del 1500 e da qui, in
breve, al Santuario di "Madonna dei Bagni", sito alcuni
chilometri prima di Deruta, annesso al quale è eretta una
capiente e funzionale foresteria per Pellegrini di passaggio,
facente parte di un complesso atto al recupero di
tossicodipendenti.
"Madonna dei Bagni" è un Santuario costruito
nel 1687, particolarmente frequentato dalle genti locali, eretto
a seguito di un miracolo accaduto nel 1657, ove si venera una
piccola immagine della Vergine in maiolica. Ciò che poi rende
importante il Santuario, sono gli ex voto in maiolica, la
migliore di Deruta, che fin dalla costruzione del Tempio si sono
accumulati in ogni spazio pubblico, costituendo una raccolta
eccezionale di arte e anche di testimonianza di religiosità, di
abitudini e aspetti della vita quotidiana degli abitanti del
posto.
Dopo il riassetto generale e la visita al
Santuario, è stata approntata una magnifica cena curata dai
Confratelli Pellegrini Sandro (Romoletto) e Roberto i quali,
avendo residenza non lontano da qui, durante la giornata avevano
allertato i familiari e impartite le opportune direttive in
merito. Oltre alle immancabili olive, sono stati proposti:
prosciutto crudo umbro tagliato a mano, torta "al testo",
frittata con asparagi selvatici, tagliatelle con sugo di
rigaglie di pollo, frutta e dolcetti oltre ad ottimi vini
locali, acqua e caffè.
Chilometri percorsi: 22,30 - Tempo di tappa: 5h e 50'
Tempo effettivo di camminata: 4h e 30' - Media oraria: 4,96
Km/ora.
Tempistica:
Ore 7.30÷8.00:….. S. Messa presso il coro
all’interno del Convento di S. Francesco,
anche luogo di clausura delle Suore
Clarisse; dopo la S. Messa, incontro con
suor Paola Francesca
Ore 8.45÷9.10:….. Colazione presso la Casa Soggiorno del
Monastero della SS.ma Annunziata
Ore 9.30:…… Partenza per l’odierna nona tappa, penultima del
primo settore del Pellegrinaggio
Ore 9.55÷10.15:…… Sosta caffè, dopo 2 km
di percorso al termine della discesa da
Todi, anche per consentire il recupero
dell’auto di Giancarlo da parte degli amici
di Amelia Siro e Sandro
Ore 10.25:…...…. Inizio località Pian di Porto
Ore 12.00÷12.25:…… Sosta a Pantalla; incontro con Corrado
Borghesi. Fin qui km 10,60
Ore 12.47: Inizio geografico di Acquasanta – località
Collazzone
Ore 12.50÷13.00:… Chiesetta Madonna "dell’Acqua Santa" con
affresco di scuola umbra del XVI sec. Fin qui km 13,10
Ore 13.35 Collepepe centro. Fin qui km
16,00
Ore 14.10:…… Ripabianca centro. Fin qui km 19,00
Ore 14.35÷15.00:… Sosta a Casalina (fraz. di Deruta); qui
Ospitale dei Pellegrini fortificato nel 1500. Fin qui km 20,66
Ore 15.20:… Arrivo in località"Madonna
dei Bagni" (fraz. di Deruta) – Centro
accoglimento Pellegrini all’interno di una
struttura di recupero tossicodipendenti.
Fin qui km 22,30. Alt 197 m s.l.m. Al
termine del riassetto, visita dell’annesso
Santuario "Madonna dei Bagni"
Ore 19.30÷21.30:… Cena predisposta a cura di Roberto e Sandro
(Romoletto) poi il pernottamento
0.10 - LA DECIMA TAPPA
Pellegrinaggio Anno Santo Compostellano 2010
Primo settore
Da Roma ad Assisi
06 01 – 15 01 2010
Venerdì
15 gennaio 2010
10ª tappa
Km 26,50
Da
"Madonna dei Bagni"
(Deruta – PG)
ad Assisi (PG)
Note:
Giornata dalle caratteristiche pressoché
identiche a quelle di ieri anche se, nel tardo pomeriggio,
Assisi è stata "spazzata" da un vento forte, fastidioso e
gelido, con avvisaglie però già dal primo pomeriggio di oggi.
Anche l’ultima odierna tappa, si è svolta tutta per strade
asfaltate peraltro complessivamente non molto trafficate.
Dopo la partenza avvenuta di buon mattino, il
Gruppo è pervenuto nei pressi dell’abitato di Torgiano dove si è
aggregato l’amico Corrado Borghesi come preannunciato il giorno
precedente in occasione dell’incontro con il Gruppo. Più avanti,
a Bettona centro, anche Mauro De Angelis ha raggiunto la
Comitiva che, percorrendo lungamente strade asfaltate
secondarie, è infine pervenuto alla Basilica di S. Maria degli
Angeli ove, in attesa, stazionava Paolo Caucci il quale ha poi
condotto all’interno la Comitiva dei Pellegrini per una breve
visita a questo importante sito della religiosità ove è
custodita la Porziuncola e la Cappella del Transito di
san Francesco. All’uscita, vi è stato
l’incontro con il Gruppo di Pellegrini di Ascoli Piceno
provenienti da Spello.
Al termine della sosta pranzo, a piedi tutti
si sono diretti al centro storico di Assisi per il programmato
incontro, in Municipio, con il Sindaco prof. ing. Claudio Ricci
il quale, nel suo intervento, ha posto in evidenza l’importanza
del Pellegrinaggio e del Cammino come momento di riflessione e
di spiritualità. Al termine di una sosta in centro, per
consentire a tutti di avere del tempo libero disponibile, i
Pellegrini guidati da Paolo Caucci si sono ritrovati presso
l’Oratorio dei Pellegrini risalente al sec XV all’interno del
quale, oltre ad una serie notevole di affreschi, è presente un
dipinto relativo al noto miracolo "dei polli", dovuto a S.
Giacomo, e avvenuto nel Medioevo a S. Domingo de la Calzada
lungo il Cammino di Santiago. Al termine della visita, arrivo
alla Basilica di S. Francesco ove è terminato il primo settore
del Pellegrinaggio della Confraternita Jacopea di Perugia in
occasione dell’Anno Santo Compostellano 2010. A seguire, la
visita alla Basilica Superiore ed Inferiore nonché alla tomba di
S. Francesco poi, la S. Messa quindi, al termine, breve
cerimonia di consegna ai partecipanti delle Credenziali ed il
commiato anche con un po’ di nostalgia e commozione per un
distacco tra persone che si sono conosciute ed integrate tra
loro con un’immediatezza incredibile…Che ci abbia messo lo
zampino S. Giacomo ??? Chissà…
Chilometri percorsi: 26,50 - Tempo di tappa: 9h e 30'
Tempo effettivo di camminata: 5h e 55' - Media oraria: 4,48
Km/ora.
Tempistica:
Ore 6.00:….. Sveglia
Ore 7.05:….. Partenza per l’ultima tappa del
primo settore del Pellegrinaggio
Ore 7.25÷7.40:…… Sosta per la colazione al
bar dell’Hotel Melody (Deruta). Fin qui km 1,60
Ore 8.05:…… Deruta; transito dalla Chiesetta
della Madonna con annesso antico Ospitale per i Pellegrini
Ore 8.22: Inizio geografico "Ponte Nuovo"
(fraz. di Deruta); fin qui km 5,10
Ore 8.35:…… Ponte sul Tevere a "Ponte Nuovo"
(fraz di Deruta). Fin qui km 6,20
Ore 8.55: Inizio
geografico di Torgiano sulla Provinciale;
qui si aggrega al Gruppo Corrado Borghesi
incontrato già ieri a Pantalla. Fin qui km
7,50
Ore 9.10:… Inizio geografico di "Signoria".
Fin qui km 9,20
Ore 9.35 Inizio geografico di "Colle" (fraz.
di Bettona)
Ore 9.40÷9.55: Sosta al "bar del Colle"
(fraz. di Bettona). Fin qui km 11,30
Ore 10.10:…… Inizio geografico di "Passaggio"
(fraz. di Bettona)
Ore 10.25:…… Passaggio da Bettona centro; qui
si aggrega al Gruppo Mauro De Angelis. Fin qui km 13,90
Ore 11.25: Inizio geografico di Tordandrea.
Fin qui km 18,80
Ore 12.15: Arrivo a S. Maria degli Angeli.
Incontro con Paolo Caucci. Fin qui km 23.00
Ore 12.15÷12.45: Visita alla Basilica di S.
Maria degli Angeli
Ore 12.50: Arrivo a S. Maria degli Angeli dei
Pellegrini di Ascoli Piceno provenienti da Spello
Ore 13.00÷14.00: Sosta pranzo di entrambi i
Gruppi
Ore 14.00: Partenza dei Gruppi da S. Maria
degli Angeli per Assisi
Ore 14.45: Arrivo a Porta S. Pietro ai
margini del centro storico cittadino. Fin qui km 25,60
Ore 15.00÷15.40: Incontro in Municipio con il
Sindaco di Assisi Prof. Ing. Claudio Ricci.
Ore 15.40÷16.00:… Sosta e tempo a
disposizione
Ore 16.10÷16.30:… Visita all’Oratorio dei
Pellegrini del XV sec.
Ore 16.35:… Arrivo alla Basilica di S.
Francesco. Fine Pellegrinaggio I° settore. Fin qui km 26,50
Ore 16.35÷17.40:… Visita alla Basilica, alla
tomba di S. Francesco poi la S. Messa nella Basilica Inferiore
Ore 17.45:… Breve
cerimonia per la consegna da parte di Paolo
Gaucci ai partecipanti al primo settore del
Pellegrinaggio della Confraternita, della
Credenziale
Ore 19.30:… Con
l’automezzo di Giancarlo Guerrini arrivo
all’Ospitale dei Pellegrini della Parrocchia
di S. Giovanni Battista e S. Giacomo a Ponte
S. Giovanni (Casa Parrocchiale di don Paolo
Giulietti). Siamo in quattro: il
sottoscritto, Renato, Augusto e Paolo.
Indirizzo di don Paolo: Don Paolo Giulietti
. cell 349 6521551 – e-mail:
dpg2001@alice.it.
Ore 20.30÷21.30:… Cena in pizzeria poi il
pernottamento
0.11 – ASSISI E IL RIENTRO A PORDENONE
Pellegrinaggio Anno Santo Compostellano 2010
Primo settore
Da Roma ad Assisi
06 01 – 15 01 2010
Sabato
16 gennaio 2010
Assisi (PG)
Note:
L’odierna giornata si è presentata con cielo
terso e sole, aria secca, vento e nuvole sparse. Al termine
della nottata trascorsa presso l’Ospitale dei Pellegrini
dedicato a S. Giacomo e S. Giovanni Battista, annesso alla
Parrocchia di Ponte S. Giovanni ov’è titolare don Paolo
Giulietti, sveglia da parte del religioso e colazione preso la
canonica poi, con Giancarlo Guerrini nel frattempo qui arrivato,
trasferimento ad Assisi e incontro con Maurizio e, più tardi,
anche con Francisco Javier.
Ad Assisi, si sono visitati:
-6 Il Santuario Chiesa Nuova
-7 S. Chiara
-8 S. Damiano
-9 Rivotorto
-10 L’eremo delle Carceri
-11 S. Giacomo "de muro rupto"
-12 S. Francesco (piazza)
Al termine delle visite ed al book shop della
Basilica di S. Francesco, commiato dagli amici pellegrini ancora
presenti quindi, con Giancarlo, trasferimento alla stazione di
Assisi poi, con il treno, viaggio di rientro a casa via Perugia,
Terontola, Arezzo, Firenze, Bologna, Rovigo, Mestre, Treviso e
Conegliano.
Tempistica:
Ore 7.30:….. Sveglia
Ore 7.50÷8.15:….. Colazione da don Paolo Giulietti a Ponte S.
Giovanni (Perugia)
Ore 9.15:……
Partenza per Assisi con Giancarlo Guerrini
Ore 10.00:…… Arrivo ad Assisi e incontro con Maurizio
Ore 10.05 ÷10.15:….. Santuario Chiesa Nuova
Ore 11.15÷11.25:….. S. Chiara
Ore 11.35÷12.10:…… S. Damiano
Ore 12.15÷12.25: Rivotorto
Ore 12.40÷13.15:… Eremo delle Carceri
Ore 13.45: S. Giacomo "de Muro Rupto"
Ore 14.00: S. Francesco (book shop)
Ore 14.20: Stazione ferroviaria di Assisi
Ore 15.18 Partenza del treno per Firenze
S. M.N.. Sono state effettuate fermate a
Bastia Umbra, Ponte S. Giovanni, Perugia
(15.40), Ellera Corciano, Magione,
Passignano sul Trasimeno, Terontola/Cortona,
Camucìa/Cortona, Castiglion Fiorentino,
Arezzo (16.46), Montevarchi/Terranuova, S.
Giovanni Valdarno, Firenze Campo di Marte e
Firenze S. Maria Novella (17.48).
Ore 18.30 Partenza del treno "Freccia
d’argento" per Pordenone (Carrozza n° 7 –
posto n° 61). Sono state effettuate fermate
a Bologna (19.08-19.15), Rovigo (19.48 –
19.50), Padova (20.08 – 20.11), Mestre
(20.25 – 20.41), Treviso (20.53 – 20.55),
Conegliano (21.09 – 21.15) con arrivo a
Pordenone alle ore 21.30.
I DATI RIASSUNTIVI DEL PRIMO TRATTO DEL
PELLEGRINAGGIO DI CONFRATERNITA
IN OCCASIONE DELL’ANNO SANTO COMPOSTELANO 2010
I° settore da ROMA AD ASSISI
Responsabile: Giancarlo GUERRINI
TAPPA
Lunghezza tappa (km)
Tempo complessivo di tappa (h)
Tempo effettivo di camminata
(h)
Media oraria
(
km/ora)
1
19,50
4h e 25’
(265’)
4h e 00’
(240’)
4,87
2
23,00
7h e 20’
(440’)
5h e 05’
(305’)
4,52
3
16,60
4h e 50’
(290’)
4h e 00’
(240’)
4,15
4
6,50
2h e 10’
(130’)
1h e 50’
(110’)
3,55
5
25,20
8h e 10’
(490’)
5h e 25’
(325’)
4,65
6
12,80
3h e 10’
(190’)
2h e 45’
(165’)
4,65
7
15,30
3h e 45’
(225’)
3h e 05’
(185’)
4,96
8
20,80
6h e 15’
(375’)
5h e 30’
(330’)
3,78
9
22,30
5h e 50’
(350’)
4h e 30’
(270’)
4,96
10
26,50
9h e 30’
(570’)
5h e 55’
(355’)
4,48
TOTALI
188,50
55h e 25’
(3325’)
42h e 05’
(2525’)
4,48
N.B. Oltre al percorso complessivo relativo alle tappe
del primo settore del Pellegrinaggio, si possono calcolare
ulteriori km 14,50 per visite e varie, per cui il totale di percorrenza si può verosimilmente
stimare in 203,00 km.
**********
Peregrinacion de jovenes mercedarios
2010
ASSISI ROMA
Cammino della Luce
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una
testimonianza dal Cammino di Santiago
estate
2010
Estratto dal “Diario della mia 41^ estate –
Santiago de Compostela 2010 ”
Domenica 15 Agosto
“In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la
montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di
Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di
Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito
Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il
frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?
Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha
esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto
nell'adempimento delle parole del Signore».
Allora Maria disse:
«L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre».”
Saluto tutti gli amici alla
messa e dopo la benedizione in piazza vado via. Roberta mi affida la sua
fedina-rosario d’oro: è l’anello da portare sul cammino e ancora una volta
mi lascia senza fiato. Il mio zaino di preghiere si fa sempre più pesante ma
questo mi carica ancora di più. Sento che devo fare questo per me ma anche
per chi ha riposto in me la sua fiducia! Un oceano di sguardi, di saluti, di
raccomandazioni (Tiziana “non esagerare”)… sento che mi vogliono bene e mi
sosterranno in questa fatica. Al ritorno condivideremo tutto perché è anche
grazie a loro che sto partendo. Alle 22,00 arrivo ad Amelia ma non posso
dormire a casa di Mgrazia perché ha il gatto. Piombiamo a casa di Giancarlo
che sta preparando il suo bagaglio e lascia tutto per prepararmi la stanza,
scusandosi addirittura per il disordine (non conosce il mio!!): la casa è
davvero molto bella. Sveglia programmata alle 4,15 e accenno al cambio di
itinerario.
Lunedì 16 Agosto
h. 5,22 comincia
l’avventura. Durante il viaggio cominciamo subito a parlare di politica e
(ovviamente essendo Giancarlo di Casini) la discussione si fa subito
complicata. Annarita (sorella di Mgrazia e altra pellegrina) è incaricata
della parte religiosa/spirituale del viaggio; Mgrazia è il Jolly, io la
contabile; Giancarlo è il CAPO e come tale non può essere contestato. Si
leggono le letture di oggi (S. Rocco) e il commento. Si parla di Crociate e
delle scuse di Giovanni Paolo II per gli errori della Chiesa. h. 10,40 siamo
a Voltri (dopo Genova). H. 0,10 riassumo brevemente le tappe di oggi: h.
13,30 Nizza (pranzo); 15,30 Marsiglia; 16,30 visita ad Arles una delle città
da cui partono i pellegrini e città dove per alcuni anni ha vissuto Van Gogh
(orecchio mozzato). H. 20,30 arrivo all’albergo “F.1” fuori Carcassonne.
Percorsi in totale 1200 km. Cena a Carcassonne, città medievale deliziosa.
Continuano le lezioni di storia di Giancarlo che vuole calamitata la nostra
attenzione. La giornata corre in compagnia dei messaggi degli amici (Buon
cammino che sia ricco di tante esperienze positive _ Paola Greco) ma
soprattutto con vari pensieri: mi trovo trascinata in un pellegrinaggio che
la mia mente razionale rifiuta. Signore, ancora non riesco a lasciarmi
sedurre da Te… fino a quando la tua pazienza? Sono davvero un po’ stanca ma
il cervello frulla ancora. L’anello mi tiene grande compagnia e mi conforta
e quindi decido di tenerlo laddove mi è stato affidato (anulare sin).
Martedì 17 Agosto
Partenza h. 8,25 con il
“coche peregrino”.Andiamo a visitare nuovamente Carcassonne, città
architettonicamente e non solo davvero interessante (da consigliare insieme
a Bruges). Risaliamo in macchina (coche) e cominciamo a discutere
sull’eresia catara, distrutta da una Crociata “autorizzata” da Innocenzo
III. Ovviamente io tifavo per i Catari e alla fine ho un po’ convinto gli
altri; in sintesi il senso del mio discorso era: in condizioni favorevoli è
necessario confrontarci con chi pensa diversamente da noi, non distruggere i
nemici. In condizioni non favorevoli (es. minaccia reale) è ammessa la
difesa, non l’attacco armato. Alle 11,30 arriviamo a Tolosa. La città è
grande ed il centro storico molto carino. Visitiamo la chiesa di S.
Saturnino (punto di raccolta dei pellegrini) e la chiesa dei Giacobiti
(domenicani) dove è sepolto S. Tommaso d’Aquino. Dentro c’è un sistema di
specchi che consente di vedere il soffitto della navate ed è davvero
fichissimo perché ingrandisce e avvicina per vedere meglio. H. 14,00
ripartiamo alla volta di Saint Juan de la Peña dove forse vedremo le aquile
(Pirenei). Ed eccomi qui a raccontare la prima vera avventura del viaggio.
Sono le 17,30 e mi trovo ai piedi di un segnale indicante “Col d’Ichère 674
m – Cammino di Arles” perché SI E’ ROTTA IMPROVVISAMENTE la macchina di
Giancarlo. Circa un’ora fa stavamo salendo verso Somport e la macchina ha
ceduto. Così, dopo rapidissima valutazione, infilo gli scarponi e comincio a
camminare per tornare a valle. Gianca è più lento così dopo circa 3 km, al
bivio suddetto, fermo un tizio che viene dalla campagna (tipo un MODERNO
CIRENEO), gli spiego cosa è successo e, nel frattempo che è arrivato,
spedisco Giancarlo con lui ad un centro assistenza. Speriamo bene! Sono
seduta sopra un bel sasso, senza libro, senza musica (a proposito, la
colonna sonora dell’attraversamento dei Pirenei era Vasco) senza acqua e con
un piccolo snack ai frutti di bosco. Ovviamente non sono preoccupata, sto
solo pensando alle possibili facce di tutte le persone che conosco, a
cominciare da quella di mio papà, passando per Simona e Michela, a Fabio
DeA, a mio fratello. Asseconda di come andrà a finire, questa la racconto
oppure no. Senti che fichi i due ultimi sms che ho ricevuto: “Oggi ho avuto
conferma della mia immissione in ruolo. Buon Cammino! Baci Rita”. “Sono
contenta che il viaggio sia iniziato sotto una buona stella. Un Abbraccio e
buon viaggio. Ci sentiamo via sms” - Giusy. Ah, dimenticavo di annotare che
mentre camminavo due meravigliose aquile volteggiavano sopra la mia testa,
peccato ero senza macchina fotografica! Sono le 18,30 e stiamo nell’officina
di un meccanico ciccione e abbastanza sporco … vediamo cosa spara. P.S. Le
foto di Maria Grazia sul carroattrezzi sono esilaranti. H. 19,20 arriva un
taxi che ci accompagna a Sarrance, un delizioso paesino ai piedi dei
Pirenei. Cena (molto buona direi) e pernottamento in un albergo per
pellegrini e domani sveglia h. 7,15 perché io e Gianca andremo a piedi (c.a.
8 km) dal meccanico per capire cosa fare per proseguire il viaggio. Certo,
per come lo abbiamo lasciato stasera indispettito nei nostri confronti le
prospettive non sono rosee … Assaggiato dopo cena brandy Armagnac.
Mercoledì 19 Agosto
h. 10,30 siamo ad Oloron
cercando di risolvere il problema della macchina. Probabilmente prenderemo
una macchina a noleggio. Lasciamo la macchina di Gianca alla Ford e andiamo
alla Peugeot (sempre accompagnati dal gentilissimo tassista Louis). C’è un
problema con le carte di credito e si telefona in Italia per far alzare il
plafond. Finalmente alle 15,00 arriva l’ok dall’Italia e riusciamo a
prendere a noleggio un pulmino da 9 posti!!! Riusciamo a partire e alle
17,00 siamo a Somport (al confine tra Francia e Spagna) e Gianca CI CONSEGNA
LA CREDENZIALE DEL PELLEGRINO. Il momento è emozionante, il panorama
mozzafiato. “Il pellegrinaggio è la metafora della vita, dobbiamo avere una
meta e non camminare irresponsabilmente”… ma qual è la mia meta? … E’ dura
da comprendere ma non devo mai dimenticare di centrare un obiettivo, o
almeno tendere ad esso. Più o meno alle 18,30 siamo a San Juan de la Peña,
un monastero molto suggestivo sui Pirenei spagnoli. Mgrazia ci teneva tanto
a passare di qua. Capitelli del Chiostro bellissimi. Andando via vedo pure
un’aquila. Dopo circa 150 km finalmente arriviamo a Puente la Rejna dove
decidiamo di dormire dopo lauta cena. H. 0,50 si prova a riposare perché
sento Gianca ronfare dalla mia stanza.
Giovedì 20 Agosto
Partenza da Puente la Rejna
alle 8,15 dopo colazione del Pellegrino. Andiamo a visitare il famoso
“Puente” (quello di Coelho) e facciamo una bella lezione. A me il suo libro
sul cammino non ha entusiasmato ma il messaggio da prendere (il discorso
della bambina) è che la spada (il potere) si raggiunge quando si affrontano
le difficoltà di ogni giorno con semplicità. Continuano i continui
“richiami” al Cammino (Chiese, crocifissi, altri simboli tipo Cruzeiros),
tanto per non farti scordare dove stai andando. Alle 9,15 arriviamo ad
Eunate (Ermita de Santa Maria de Eunate). Il posto è suggestivo e sento qui
un’energia particolare. Purtroppo la chiesa apre alle 10,00 e così non
possiamo visitare l’interno con la famosa statua della Madonna col Bambino.
Penso a quando i pellegrini arrivavano qui dopo chilometri di solitudine e
trovavano conforto tra queste mura: è una sensazione speciale e mi
piacerebbe tornare qui. Saliamo in macchina e mi viene in mente di
“accroccare” all’interno uno stenditoio per i panni che da giorni ci
trasciniamo umidi nel bagaglio. Devo ammettere che è una GENIALATA: i panni
ben presto coprono tutto il filo e SI ASCIUGANO!!! Alle 10,20 arriviamo ad
IRACHE dove c’è la fonte del vino, cioè una fontana che “elargisce”
gratuitamente vino per i pellegrini. Bevo alla salute dei miei amici e
telefono a Raffaele che oggi compie 40 anni: è un posto dove dobbiamo
tornare tutti insieme. Anche la visita al monastero è molto interessante,
soprattutto perché tutto è un po’ oltre! “Peregrino, si quieres llegar a
Santiago con fuerza y vitalidad de este gran vino echa un trago y brinda por
la felicitad. FUENTE DE IRACHE FUENTE DEL VINO”. A mezzogiorno arriviamo a
Santo Domingo de la Calzada. Un certo Domenico diventato Santo per essersi
messo a servizio dei pellegrini, lungo la strada (calzada). Preghiera
intorno alla tomba, un’intenzione a giro (almeno tre). Ricordo la mia
famiglia, i miei amici, me stessa. Questa è la chiesa famosa per il
“gallinero” e così il gallo non ci delude e fa dei potentissimi
chicchirichì. Il Retablo Major è splendido (scultura lignea policroma
gigantesca). Pranzo con pane e affettato; come sempre quando posso mi
incarico di preparare io i panini direttamente in macchina per non perdere
tempo: pare sia di gradimento dei miei compagni di viaggio. Alle 15,20
arriviamo a Burgos. La città è molto bella (è stata capitale del regno) e la
cattedrale è magnifica. Tra le altre cose conserva la tomba del CID
CAMPEADOR, la tomba dei Connestables (da lasciare a bocca aperta) e il
famoso “Cristo di Burgos”, un crocifisso ligneo con una gonna (oggi verde).
Sono le 18,00 e cominciamo ad attraversare la Meseta: chilometri e
chilometri di nulla a forma di grano. Il paesaggio è impressionante e penso
che per i pellegrini, dopo giorni che la percorrono, diventa una specie di
“STATO MENTALE”: guardo l’orizzonte senza scorgere niente eppure non posso
che andare avanti. Più o meno dopo 40 minuti di strade che tagliano solo
campi di grano e qualche sparuto paese di paglia e fango arriviamo
all’Hospital di San Nicolas, quello dove fa servizio Giancarlo e la
Confraternita di San Giacomo di Compostela di Perugia. E’ bellissimo: un’ala
di una chiesa romanica del 1200 ristrutturata e adibita all’accoglienza dei
pellegrini. Non c’è corrente elettrica se non un piccolissimo generatore
fotovoltaico. E’ una festa e ci invitano per la cena. Velocissima puntata a
Castrojeriz per prenotare il bivacco e ritorno a San Nicolas per la lavanda
dei piedi e la cena. Al momento della cerimonia penso di morire per la
vergogna e per l’emozione. Viene spiegato rapidamente il gesto
dall’hospitalero di turno (Paolo) con traduzione in inglese e la signora che
lava i piedi ai pellegrini alla fine li bacia: mi sale un groppo in gola e
gli occhi mi si riempiono di lacrime… Cena semplice (pasta e insalata di
verdure con formaggio) a lume di candela in compagnia del Priore della
Confraternita (Prof. Paolo Caucci von Saucken) e di sua moglie. Il pensiero
di lasciare una vita agiata per mettersi a completo servizio degli altri (i
pellegrini) fa SBANDARE IL MIO CERVELLO… è un’esperienza davvero forte stare
là. Buona festa a Raffaele, sono le 23,50 e si va a dormire.
Venerdì 20 Agosto
Sveglia alle 7,00 dopo
sonno ristoratore a Castrojeriz. Prima di partire decidiamo di fare un giro
per il paese così incontriamo Amancio padrone della tienda e amico di
Giancarlo. Entriamo nel fornitissimo negozio (uno spaccio tipo quello della
nostra Zenaide dove si trova l’impossibile) di questo anziano e gentilissimo
signore con foulard blu al collo. E’ un’”istituzione” del cammino e ci
regala (facendolo indossare) un piccolo Tau che decido di tenere al collo.
Proseguiamo fino al primo belvedere del paese dove (appena alzato) ci chiama
Paolo Caucci, il PROFESSORE. Ci invita a visitare la sua casa che è
semplicemente stupenda. I lavori di ristrutturazione sono ancora da ultimare
ma le stanze arredate sono magnifiche (la signora è architetto, avete
presente una casa da pubblicare su Domus o AD? Eccola qua!). Facciamo la 2^
colazione (con Paolo) in un localino fichissimo dove il gestore indicando
una sua foto con Coelho ci dice che “è uno scrittore ma non un erudito”.
Partiamo più o meno alle 9,30 e ripassiamo davanti all’Hospital di Giancarlo
e rifacciamo ancora Km e Km di Meseta. Come dicevo ieri più che una regione
fisica, questa mi sembra uno stato mentale: calma piatta un po’ come dopo …
(omissis). Sono rimasta folgorata. Alle 11,15 arriviamo a Villalcazar de
Sirga (dopo aver visto svariate meraviglie: fonti battesimali, abbazie
diroccate, Rollo jurisdiccional e pila bautismal romanica a Boadilla del
Camino – qui salutiamo anche l’amico fico di Gianca, Eduardo bravo simpatico
e davvero TANTO CARINO – il Canale di Castiglia costruito dai Romani (CHE
TANTO SAPEVANO FARE, MA ANCHE DISFARE… ), pensavo io, invece no, realizzato
in un secolo solo tra il 1751 e il 1849. Nella chiesa di Villalcazar è
esposta la statua di “Santa Maria la Blanca”, una delle più note del
Cammino. Alle 13,30 pranziamo preparando panini c/o il ponte medievale dell’
Ospital de Orbigo e poi alla volta di Foncébadon (il posto dei cani demoni
di Coelho). In effetti il posto è un po’ inquietante soprattutto perché
piuttosto diroccato. La zona è impervia e fredda … poveri pellegrini.
Arriviamo quindi alla “Croce di Ferro” del Cammino in Leon che svariati
imbecilli hanno pensato bene di trasformare in una sorta di Totem (con un
bottiglia di vino più alta di tutto). Mi da veramente fastidio perché credo
sia importante comunque rispettare ciò in cui non si crede. Arriviamo (più o
meno alle 4 del pomeriggio) a Manjarin, il primo posto di veri
“fattoni/hyppies” del cammino… non mi pare il caso di accettare/comprare
nulla per il sudiciume che c’è. H. 17,15 sguardo veloce al Castello di
Ponferrada (molto bello) e lezione breve sui Templari che proprio grazie
alla scoperta (negli archivi vaticani) di alcuni documenti importantissimi
da parte di una studiosa di Orte (amica di Gianca che mi regala pure il
libro!) sono stati finalmente riabilitati dalla chiesa. Alle 17,45 arriviamo
a Villafranca de Bierzo (dove VIVADDIO si conclude il libro di Coelho) e
visitiamo la Iglesia de Santiago e Francisco. Qui anticamente, potevano
fermarsi i pellegrini malati e passando attraverso la Porta Santa ricevevano
ugualmente l’indulgenza. Qui l’hospitale è bellissimo e super tecnologico,
così tanti ragazzi sono su Internet o scaricano le loro foto in supporti
USB. C’è una frase molto bella di Santiago appesa al muro che si conclude
con l’ormai mitica ULTREYA SUSEYA- BUEN CAMINO. Ci accingiamo a salire al
Cebreiro (1300 m circa) ma sono quasi le 7 di sera e quindi riusciamo a fare
solo l’ultimo pezzo a piedi, partendo da Vega de Valcarce. Il sentiero è
stretto e polveroso e mi dicono che quando piove, causa anche la fitta
nebbia, questo è uno dei tratti più difficili del cammino. Arriviamo in cima
e c’è una chiesina dedicata alla Vergine. (Tra le altre cose qui accadde
anche un miracolo eucaristico tipo quello di Bolsena e la patena esposta – a
forma di fiore- è davvero bella. Non dico neppure che per gli esoterici il
calice è uno dei Graal, PAUH!!!) Gianca è felice come un bambino e non
andrebbe mai via. In effetti il posto trasmette la tranquillità e la pace
perduta durante la salita … Inoltre, qui è sepolto uno dei personaggi che ha
rilanciato il Cammino in tempi moderni, Elias Veliña Sampedro, ovvero
l’INVENTORE DELLA FLECHA AMARILLA (vedi oltre). Inoltre, vediamo pure da
vicino una PALLOZA, abitazione antica a pianta circolare con il tetto di
paglia (una specie di TRULLO ESPANOL). Verso le 8 di sera (ancora in piena
luce) arriviamo all’Alto de San Roque (1270 m). Qui c’è la famosa STATUA del
PELLEGRINO (quella che si tiene il cappello). E’ davvero suggestiva, lo
sguardo in alto, la mano a tenere il cappello che vola via per il vento
forte, i piedi protetti solo da poveri sandali ma deve raggiungere la meta:
CHE STORIA!!! Giancarlo, come impazzito, comincia a tirare via i sassi che
deturpano la statua e decidiamo di aiutarlo. Dopo poco tempo i piedi tornano
nuovamente splenditi e Giancarlo è finalmente contento. Scendiamo per
l’ultimo timbro (vedi dopo) del giorno a Santiago de Triacastela e dormiamo a
Samos, dopo bellissima e buonissima cena.
Sabato 21 Agosto
Sono in confusione con la data poiché evidentemente ancora dormo: da oggi si
fa sul serio ed è prevista la prima vera tappa da Sarria a Portomarin (23
km). Dopo abbondante colazione a Samos andiamo a Sarria. Scendiamo e veniamo
subito apostrofati (e schifati!!!) come “Peregrinos de Furgoneta”
(praticamente ci fanno tana e poco manca che ci sputano): Cominciamo a
camminare dopo sosta e timbro nella chiesa di SANTA MARINA (e scusate se è
poco!) Sono le 9,30 quando vedo il cippo del km 110. Dopo aver attraversato
el “ferrocarril” con tanto di passaggio di treno (un evento) cominciamo
subito con una bella salitona. Infatti, dei 23 km di oggi 13 saranno in
salita. Mi rendo conto subito che “EL CAMINO” NON è UNA CORSA,
TANTOMENO UNA GARA ed è bellissimo vedere ciascuno camminare col proprio
passo. Così il ciccione va piano, l’atleta corre veloce, il cane cammina
vicino al padrone, le bici sfrecciano alzando polvere ma per tutti vale
“Ola, buen camino”. Ti superi e poi vieni ricuperato decine di volte (spesso
con le stesse persone) e sempre c’è un gesto di saluto e di rispetto. Alle
11,10 facciamo la prima sosta; salutare spuntino e ripartenza. Ad un
crocevia vedo un meraviglioso albero ultracentenario e sono profondamente
assorta nei miei pensieri… sento delle grida di richiamo e un fischio
potente: mi giro e due spagnole mi fanno segno che la “flecha amarilla”
indica un altro percorso: decisamente non mi smentisco mai! Apro parentesi
per presentare una nuova amica, l’”amarilla”. Questa freccia gialla è la
“bussola” del cammino ed è la compagna fedele di ogni pellegrino. “Donde
estas l’amarilla?” e dopo un attimo la vedi che ti guarda confortandoti.
Vorrei avere un’amarilla presente anche in tutte le difficoltà della vita.
Comunque mi rimetto sul “corretto tracciato” e alle 12,50 arrivo al km -100.
E’ una bella emozione (anche se il cippo è completamente deturpato) e
siccome sono in netto anticipo sui miei compagni, mi siedo. Dedico un
pensiero particolare a mio fratello, non occorre sottolineare il perché.
Finalmente dopo una ventina di minuti arrivano tutti e dopo la foto di rito
si riparte. Sono le 13,30 circa e c’è un caldo bestiale (penso almeno 35°).
Il paesaggio circostante è piuttosto verde (con boschi e campi coltivati
simili alle nostre zone) ma la strada è quasi tutta al sole. Soffro da
morire ma penso che devo andare avanti, per me e per tutti coloro che si
sono affidati a me regalandomi una preghiera da recitare davanti a Santiago.
Gioco sempre più spesso con l’anello… sono in difficoltà e decido di
fermarmi 10 minuti. Alle 3 riparto cacciata da un bruco verde che
passeggiava sul mio zaino. Mi viene da vomitare per lo sforzo e non riesco a
mangiare nulla, solo tante more che San Giacomo provvidenzialmente lascia
crescere rigogliose sulla via dei pellegrini. Alle 16 c.a. arrivo al ponte
di Portomarin: devo attraversarlo, le gambe mi tremano e non sono molto
lucida. In più l’acqua, da sempre, mi fa paura. Faccio un ultimo sforzo e
comando alle gambe di andare. Sono a 50 m dall’acqua e c’è vento; tolgo il
cappello e mi concentro sulla meta: 5 min e finalmente sono sull’altro lato.
Dopo lauta bevuta di acqua fresca (quella della mia bottiglia ormai fa 30°)
alle 16,15 arrivo davanti alla Iglesia-Fortaleza di Portomarin (chiesa-
fortezza del XII° secolo). Verso le 17,30 vado a recuperare in taxi i miei
pellegrini e la macchina. Cena in albergo dopo un’ora di gambe all’aria.
Domenica 22 Agosto
Sveglia ore 7, niente colazione. Rubiamo qualche “sello” per la strada e
arriviamo a Palas de Rei da dove ci spostiamo a piedi alle 9,15 c.a.. Oggi
l’arrivo è previsto ad Arzua dopo circa 27 km. La giornata è decisamente più
fresca di ieri e si cammina molto meglio. Si cammina tra boschi di Eucalipti
e querce (alternati) il che per la mia asma non è proprio il massimo. In più
stalle e vacche con vacche e stalle! Come
sempre sono presa nei miei pensieri e oggi mi soffermo sul tema del cammino
come ricerca di Dio. Sono qui per questo? Chissà… speriamo di tornare con le
idee un po’ più chiare. Alle 14 c.a.
arriviamo a Melide (dopo 15 km) e mangiamo “Pulpo Galego” nella Pulperia
Ezechiele. Si tratta di polpo bollito e tagliato a tocchi, servito su piatti
di legno con olio e paprica; il vino (tinto e gelato) viene servito in
coppette di coccio. Il pranzo è buonissimo e ci alziamo un po’ allegri.
Così, nella foga mi cade una panca di legno sull’alluce dx. Vedo le stelle
ma soprattutto penso che non posso continuare a camminare. Per paura non
tolgo lo scarpone e comunque parto da sola perche i miei compagni si
ritirano dalla lotta. Sempre boschi e pensieri fino a quando su uno sterrato
mi supera una jeep con tre uomini sopra. Sollevano molta polvere e io non
risparmio un gestaccio. Dopo una curva, circa 300 m avanti la macchina era
ferma ad un crocevia senza nessuno a bordo: nessuno davanti, nessuno
(intendo pellegrino) dietro neanche in lontananza, e tutto il mondo troppo
distante. Panico… per la prima volta in questo viaggio raccomando DAVVERO
TUTTO A DIO e vado avanti. Per fortuna tutto ok. La tappa è sostanzialmente
tutta in salita; alle 17,48 arrivo al cippo -40 km. Ad un certo punto sono
stanca e decido di ascoltare musica per caricarmi un po’. Ancora una volta
mi rendo conto (o forse Qualcuno mi ricorda) che nulla accade per caso. Così
affrontando l’ennesima salita tra due campi di mais e la canzone “Not
knocking on even’s door” guardo in alto e vedo almeno 15 pellegrini che
stanno davanti a me: questa è la risposta alla canzone e mi commuovo come
una bambina. Gli ultimi 2 km sono durissimi: mi sento i piedi bolliti e le
gambe a pezzi piene di acido lattico. Il ginocchio morde e stringo i pugni
dal dolore. Arrivo in albergo alle 18,30. Alle 20,00 c’è la messa e alla
fine il sacerdote ci chiama davanti per la benedizione speciale del
pellegrino. Tra le altre cose dice che Santiago non è la meta finale ma solo
una tappa perché la meta finale è Cristo. Ci affida alla protezione della
Madonna e intona (in spagnolo) il canto “Mentre trascorre la vita”.
Praticamente sto per svenire dalla commozione. Cena e poi riposo. Domani
sveglia ore 5,30 per circa 40 km e ora è mezzanotte e 5. PS. Il dito è
gonfio, speriamo bene.
Lunedì 23 Agosto
Sono c.a. le 6 e 20 e ci muoviamo dalla pensione senza colazione poiché
incappo nell’unica barista spagnola lenta. Il dito va meglio, speriamo bene.
Fa molto freddo e c’è la classica “London rain”, per gli amici
“gnagnarella”. Alle 6,30 Gianca ci lascia all’inizio del sentiero fuori
Arzua. Decido di lasciare la bambina (macchina fotografica ndr) per non
farla rovinare con la pioggia di oggi e mi attrezzo a camminare con il mio
provvidenziale poncho lilla. Prendo la torcia in mano e parto abbandonando
subito le Pennazzi sisters. E’ buio pesto, non c’è luce neanche della luna e
mi addentro nel bosco. Non ho paura ma la tensione si fa sentire: tocco
nervosamente l’anello cercando coraggio. Accendo e spengo la torcia con il
terrore che finisca la batteria in mezzo al bosco e memorizzo tratti di
sentiero. Cammino al buio (a memoria) e sfrutto cinicamente la luce degli
altri pellegrini. Sento odori e rumori fortissimi. Mi cala la prima botta di
eucalipto/mentolo e fatico a respirare. Ad un certo punto capisco di essere
vicinissimo ad un torrente: in realtà lo fiancheggio passando su di un
ponticello largo poco più di un metro e mezzo: don’t panic, accendo la
torcia!. Sono le 7,30 e albeggia ma io sono sotto un fitto bosco e vedo la
luce solo da lontano. Alle 7,45 finalmente si comincia a camminare
decentemente. Penso “Signore, oggi forse, almeno un piccolo bonus l’ho
guadagnato: per me e per chi mi ha dato mandato di arrivare fin là; grazie
di aver guidato i miei passi”. Alle 8,00 c.a. vedo Gianca che mi aspetta in
mezzo ad un crocevia, gioia immensa e colazione insieme. Alle 8,30 sono al
km – 30. Continua a fare molto freddo e a piovere. Avvistati merlo e gazza
ladra a sin. Dico un po’ di preghiere per farmi compagnia. Il cappello da
pioggia mi vola via col vento ma comincia a dolermi un orecchio. Vedo tante
insegne di taxi ma Giusy direbbe “Non è carino, no…”. Alle 11,05 incrocio
Gianca con la furgoneta sulla strada principale: Dio lo vole!!! Prendo il
cappello di lana e proseguo. Alle 11,29 sono al km -20. Faccio girare
l’economia locale comprando da due ragazzini-imprenditori la “concha”
(conchiglia) di Santiago. Stanno i bici in mezzo al bosco e hanno
improvvisato la bancarella (dipingono con la croce tipica le conchiglie
raccolte). Mi viene da ripensare che prima di incontrare Gianca col cappello
ho turato l’orecchio con un pezzetto di salviettino dove avevo scritto gli
appunti per la tappa di oggi… “So troppo ‘ntelligente!!!”. In più riesco a
memorizzare tanti numeri sul cammino e questo, oltre a consentire una
descrizione + o – dettagliata della giornata, mi tiene tanta compagnia. Un
talento? Non saprei, di sicuro un aiuto per il mio lavoro di tutti i giorni.
Così mi viene la riflessione del giorno: ringrazio Dio per i doni che mi ha
dato (i talenti da mettere a servizio degli altri) e per quello che ho
raggiunto e che dovrò ancora fare. Tra il km 18 e il km 15 piove forte e
praticamente mi inzuppo. C’è uno che canta in spagnolo “Hai un momento Dio”
di Liga… da non credere ma Dio lo vole! Piove forte e alle 12,50 decido di
fermarmi all’Amenal Hotel (sulla strada x Santiago) ad aspettare gli altri.
Avevo da poco superato il cippo – 15 ma gli ultimi 3 km li ho percorsi
completamente sola nel bosco. Più o meno alle 14,00 arriviamo al Monte do
Gozo, la spianata dove Giovanni Paolo II celebrò la messa. Continua a
piovere insistentemente. Visitiamo l’hostal dei pellegrini e mangiamo al
self-service. Alle 15,30 partiamo a piedi e dopo 5 km arriviamo a Santiago.
Alle 16,30 VEDO FINALMENTE LA CATTEDRALE. E’ il coronamento di un sogno! Un
grazie particolare a Giancarlo e ai miei compagni di viaggio. Alle 17,00
siamo in hotel (alloggio storico Estella, proprio sulla piazza). Tutto
vecchio ma bellissimo. Alle 18,00 assistiamo alla messa dei pellegrini senza
“Botafumeiro” ma è tutto ugualmente suggestivo. Penso e scrivo sms ai miei
amici; depongo sotto la croce tutte le loro istanze e le mie: uno strano
senso di pace mi pervade. Alla fine della messa mi confesso. Faccio un giro
per la cattedrale e poi esco; mi dedico alle prime compere di souvenirs.
Alle 22,30 più o meno andiamo a cena. Ottimo vino e pesce: conservo la
concha. Oggi è stata la giornata psicologicamente più impegnativa di tutto
il viaggio: per come è cominciata, per l’aspettativa di entrare al cospetto
di San Giacomo, per come abbiamo ricucito i rapporti a cena. Adesso il mondo
gira troppo velocemente dopo tre gg di isolamento! E’ tardissimo e
nonostante domani la sveglia sarà alle 7,30 non vorrei più smettere di
scrivere. Ricevo tanti sms dagli amici che continuano a sostenermi da
lontano; ringrazio Dio ancora una volta per tutto quello che oggi e sempre
mi ha regalato. ULTREYA = più avanti SUSEYA= più in alto : speriamo di
farcela HASTA LA VICTORIA SIEMPRE. PS. La campana della cattedrale suona
ogni 15 min. EVVIVA, dopo un giornata così non aspettavo altro!
Martedì 24 agosto
Oggi a Forano è festa, S. Bartolomeo. Spero che lo spettacolo di Tiziana sia
andato bene. Sveglia ore 7,30; esco alle 8 nella piazza della Cattedrale
incredibilmente deserta e quindi riesco a fere delle foto decenti. La
giornata, contrariamente a ieri, è splendida. Decidiamo di fare colazione
nel “PARADOR NATIONAL de SANTIAGO” un albergo oramai non più da pellegrini
dove, tra gli altri, hanno alloggiato i reali di Spagna in occasione del
Giubileo Giacobeo 2010. E’ una meraviglia: arredi d’epoca e colazione a
buffet mega-galattica (offerta da Mgrazia che DECIDE di GIOCARE IL JOLLY).
Partiamo da Santiago (dopo visita al Monte do Gozo e altre tappe) alle 10,30
diretti a Finisterre. E’ l’ideale conclusione del mio e dei pellegrinaggi di
migliaia di credenti: arrivare alla fine del mondo conosciuto. Arriviamo a
“Fisterra” in galiego alle 13.00 e io scendo con la bandiera dell’Italia. La
vista dell’Oceano è impressionante e l’odore del mare è fortissimo. Scatto
un’infinità di fotografie e non andrei più via. L’odore dell’Oceano mi
ubriaca in uno sballo mitico… pensare che mia nonna è morta senza neanche
mai vedere il Mediterraneo… La tradizione vorrebbe che ci si fermasse qui
fino al tramonto per festeggiare il sole ma purtroppo per noi non è
possibile; forse un giorno, chissà… Ripartiamo alle 14,00 dopo che ho
evitato ad un tizio di cadere sotto ad un muretto col suo macchinone (so
troppo forte: stavo per fotografare uno scoop ma ritornata in me con uno
scatto felino l’ho bloccato). Ci fermiamo lungo la strada del ritorno in un
ristorantino sul mare. Il panorama è magnifico. La costa in alcuni tratti mi
ricorda quella della Normandia ma qui le falesie sono molto più piccole.
Raccolgo un po’ di conchiglie di cui una gigantesca che decido di regalare a
Roberta … lei capirà cos’è tutto questo per me: il coronamento di un sogno
che mi spinge ora a voltare pagina per scriverne di nuove. Se Dio vorrà, con
l’aiuto della Madonna e di Santiago, magari riuscirò a fare qualcos’altro di
buono. Alle 18,30 siamo nuovamente a Santiago per ricevere la “COMPOSTELA”
il riconoscimento ufficiale del pellegrinaggio cristiano. Alle 19,30 il
“DIPLOMA” è nelle mie mani; il nome viene scritto in latino su pergamena
(finta). Mi sento soddisfatta ed emozionata. Ci mettiamo subito in fila per
entrare nella Porta Santa per ricevere l’indulgenza. Dopo circa un’ora
entriamo e facciamo l’abbraccio del Santo e la visita alla Tomba: ora è
tutto compiuto… anzi no, manca il Botafumeiro che questa sera si vede
appeso al centro della navata. Peccato non essere riuscita a vederlo in
funzione: se Dio vorrà sarà per la prossima volta. Usciamo dalla Chiesa ma
io sono tanto stanca (mi sta calando la botta) e decido di non restare a
cena con gli altri. Passeggio sola per la città comprando regalini e
scattando foto. Ora mi sento di aver dato tutto quello che potevo, devo
restare un po’ tranquilla. Domani prima di partire parteciperemo alla S.
Messa e ci riavvieremo verso casa. FLASHOVER
Mercoledì 25 agosto
Sveglia ore 7,00 circa e preparazione bagaglio per la partenza. Alle 7,30
partecipiamo alla messa in Cattedrale e addirittura riusciamo a vedere anche
da vicino la teca che contiene le reliquie di S. Giacomo. Partiamo + o –
verso le 8,30. Ancora foto ai pellegrini appena arrivati che nonostante la
pioggia si sdraiano sulla piazza per contemplare la Cattedrale, per
contemplare la Gloria di Dio… sono scene che non dimenticherò mai insieme ai
canti e alle danze che dopo km di fatica ho visto fare nei giorni scorsi…
Grande barcata di km e alle 17,00 arriviamo a Segovia, deliziosa città con
un bellissimo Alcazar (castello) che visitiamo e con uno splendido
acquedotto romano. Nel frattempo l’idea che c’era venuta di ritornare in
Italia con la nave da Barcellona si rivela impercorribile causa esaurimento
posti sulla nave della compagnia Grimaldi. Ripartiamo alla volta di Avila ma
sbagliamo strada e così facciamo anche una puntatine a “El Escorial”,
meraviglioso monastero fortezza che possiamo ammirare solo da fuori. Ah,
dimenticavo la visita alla “Iglesia della Vera Cruz” chiesa dei Templari
eccezionalmente conservata con pianta decagonale: molto suggestivo. Come
dicevo, sulla strada per Avila, proprio mentre mi sto beando di un
meraviglioso tramonto, ricevo graditissimi sms dall’Italia… ma qui è il mio
mondo… Più o meno alle 22,30 arriviamo ad Avila, altro gioiello di arte
mozarabica, anch’esse patrimonio dell’Unesco come la città precedente.
Faccio foto in notturna come piace a me e dopo lauta cena a base di jamon
Serrano, queso , salmone e molta cerveza; alle 0,30 rientriamo in albergo.
Anche quella di oggi è stata una giornata densa di discorsi di politica e
filosofia ma anche di racconti di birichinate di bambini e di fobie di
animali. Per ora tutto procede bene ma non sappiamo ancora come e quando
torneremo. Come nota a margine, oggi siamo passati da 15 a 35°, poi di nuovo
a 25° e 32° e ora siamo a 23°: un delirio. Quota 1130 fotografie.
Giovedì 26 agosto
Incredibile sveglia alle 8 per visitare la città di Avila. La città è
bellissima con un cinta muraria perfettamente conservata e ripulita: non si
vede in nessun posto una scritta sui muri o un graffito – qui c’è davvero
un’altra civiltà! Più o meno alle 11 (dopo aver saltato la cattedrale
bellissima ma ancora chiusa alle visite) arriviamo alla chiesa di S. Teresa,
la prima DONNA ad essere stata proclamata “Dottore della Chiesa” (insieme a
S. Caterina da Siena) da Paolo VI. Così, guarda cosa scopro:
Nada te turbe, Nulla ti turbi
Nada te espante, Nulla ti affanni
Todo se pasa Tutto passa
La patiencia todo lo alcanza La pazienza raggiunge tutto
Qui en a Dios tiene A chi crede in Dio
Nada le falta Nulla manca
SOLO DIOS BASTA Solo Dio basta
S.
Teresa
Scorgo anche qui l’”Amarilla” nel cammino che viene da Siviglia e va verso
Santiago. Dopo ultime foto dal belvedere verso le 12.00 partiamo alla volta
di Saragozza. Arriviamo alle 17,00 dopo lunghi discorsi. Per essere
intellettualmente onesta dovrò scrivere nel mio saggio che una grave colpa
della sinistra è stata lo “sdoganamento” dell’uso di droghe. Se da un lato
questo ha fatto cadere molti tabù, di contro ha bruciato davvero tanti
cervelli… Inoltre ha creato l’associazione compagni = disordine e sudiciume
che mi pesa davvero tanto. Per tornare a bomba, la prima cosa che visitiamo
a Saragozza è la Catedral Basilica de Nuestra Señora del Pilar dove è
conservata la Madonna del Pilar (colonna) padrona di Spagna. Qui prendiamo
la “MEDIDA” – misura – della Madonna che protegge ogni famiglia spagnola.
Rapido giro sul corso della città e partenza per Montserrat. Percorriamo
l’autostrada verso Barcellona e il paesaggio è completamente brullo:
collinette e dune di sabbia riarsa dal solo e nulla di più a perdita
d’occhio. Sono le 19,00 e ci sono ancora 37° ma oggi in alcuni momenti
abbiamo toccato anche i 42°. Più o meno alle 20 superiamo il “MERIDIANO DI
GREENWICH” segnalato da un arco verde chiaro che di notte si illumina.
Arriviamo a Montserrat alle 23 circa. All’una tiro i remi in barca. Domani
mattina visita al Monastero (che all’arrivo era illuminato da una splendida
luna piena). Le rocce a picco mi ricordano le Meteore in Grecia, anche nei
colori e il loro profilo ritagliato dalla luna è davvero suggestivo.
Venerdì 27 agosto
Sveglia alle 6,30 per partecipare alle Lodi delle 7,30 cantate dai Monaci.
Nonostante sia presto la chiesa si riempie a metà ed il canto della corale è
molto bello. Anche qui, come negli altri monasteri sembra che il tempo si
sia fermato non fuori della porta ma addirittura alla base della montagna:
tutto scorre senza fretta. Veneriamo la Madonna ( una delle più importanti
di Spagna) e alle 11,00 andiamo a Messa. Arrivano pellegrini/visitatori a
frotte e moltissimi sono italiani. Alle 12,50 siamo di nuovo in chiesa per
assistere al canto del “EL VIROLAI” da parte della Scolanìa, una corale di
bambini. La chiesa è gremita e io mi imbuco nei gradini fin sotto l’altare.
Dopo il saluto di un monaco in varie lingue comincia il canto dedicato alla
Madonna: è da brividi, voci magnifiche. Dopo il pranzo ripartiamo da
Montserrat e verso le 5 p.m. arriviamo a Figueres dove visitiamo il Teatro –
Museo di Salvador Dalì. E’ bellissimo, dentro ci sono un’infinità di cose
appartenute e create da questo genio del Surrealismo. Tra tutte, vengo
rapita dalla stanza con il divano – bocca ed il camino a forma di naso. Sono
scesa dal pellegrinaggio per rientrare nella mia vita di tutti i giorni.
Spero di non uscire mai dal cammino che mi porterà verso la meta finale. La
visita al museo mi galvanizza. Mi rendo conto che l’arte ha davvero un
effetto magico su di me e penso che attraverso l’arte l’uomo si trasforma,
per noi credenti si eleva a Dio. Penso ai meravigliosi portali romanici che
ho visto, ai dipinti, alle statue scolpite con minuziosissima cura da Mastro
Matteo nel Portico della Gloria a Santiago: tutto questo talento è UN DONO
PER NOI CHE A LUI CI RIPORTA. Dalì era un genio!
Ripartiamo verso le 19,30 e superiamo il confine con la Francia poco dopo le
21,00. Arriviamo a dormire all’hotel F.1 di Montpellier dopo che (come
sempre dopo i vespri) la situazione in macchina si fa tesa e io faccio una
fatica bestiale a tenermi. A letto a mezzanotte per ripartire verso l’Italia
alle 6,30 di domani.
Sabato 28 agosto
Sveglia ore 6,00; oggi – a Dio piacendo- è l’ultimo giorno di viaggio con
una barcata di circa 1000 chilometri. Gianca pensa di farci un ultimo regalo
così verso le 7,30 arriviamo nella città di Aigues-Mortes, completamente
raccolta in una cinta muraria medievale con pianta quadrata in perfetto
stato di conservazione. Ancora una volta ciò che mi stupisce di questi
luoghi è il rispetto per l’ambiente: non esiste un graffito (dico 1!!!) su
tutto il muro e anche in città. Siamo in Camargue, (regione a sud della
Francia tra Montpellier e Marsiglia dove viene prodotto – tra l’altro-
l’ottimo vin de sable) e il paesaggio mi ricorda molto la nostra Maremma:
acquitrini salmastri e fitti boschetti, cavalli quasi ovunque. Dopo visita
alla cattedrale e omaggio a San Luigi dei Francesi (Luigi IX, fautore di 2
crociate) ripartiamo. Poco dopo le 9 arriviamo a Les Saintes Maries de la
Mer e visitiamo la chiesa fortezza (dentro c’è pure un pozzo di acqua
dolce!). La leggenda vuole che approdarono qui Maria Salomé e Maria Jacobé,
quest’ultima madre di S. Giacomo. E’ l’ideale conclusione del nostro
pellegrinaggio, l’ennesimo dono. Rendiamo omaggio anche a S. Sara, patrona
dei Gitani che ogni anno qui si riuniscono e fanno una grandiosa festa. Una
gitana si avvicina e dopo breve preghiera carezza il volto della statua con
un gesto tenerissimo. Ripartiamo verso le 9,30 ma avvisto una piccola
colonia di aironi rosa: è davvero l’ultima meraviglia di questa avventura.
Alle 13,50 c.a. varchiamo la frontiera ma causa intenso traffico arriviamo
ad Amelia alle 22,40. Sono a casa a mezzanotte circa; tolgo per la prima
volta l’anello e il Tau e mi accorgo che il sole ha lavorato per me: mi sono
restati i segni, grazie!
Domenica 29 agosto
Sveglia ore 8 e messa alle 9. Tutto da mettere a posto e tutto rientrato
nella quotidianità. Ripensando a quando ieri sera abbiamo condiviso le
nostre impressioni sul viaggio, riemergono come dall’Oceano di Finisterre
alcuni pensieri che vorrei non perdere. Infatti, negli ultimi 15 gg, ho
avuto la fortuna di “regalarmi “ un tempo che nella vita di tutti i giorni
(per ovvi motivi) non ci è concesso avere.
Prima di tutto un ringraziamento speciale ai
miei compagni di viaggio, in particolare a Maria Grazia che più che una
scoperta è stata una riconferma del suo essere “speciale”, “Grazia” nel nome
e nei fatti. Poi Giancarlo, la vera “Chiave di VOLTA E SVOLTA” del viaggio.
Anna Rita, un fermo e discreto sorriso che mi ha sopportato con pazienza.
La Cena a lume di candela a San Nicolas dopo la
lavanda dei piedi: un momento di condivisione di altri tempi che riempie il
cuore, la mente, lo stomaco. Così lontano dal mio vissuto, ha su di me un
effetto dirompente: ma io sono pellegrina verso dove? … Una vita di ricerca
e alla ricerca fuori e dentro Marina.
Il Santuario Mariano di Eunate: il mio posto
delle fragole sul Cammino.
La contemplazione della facciata della
Cattedrale a Santiago mi ricorda la conclusione di una tappa ma io devo
ricominciare sul cammino della vita.
Le bellezze artistiche che mi hanno fatto
compagnia lungo la strada … come si può non legare la storia dell’Europa al
Cristianesimo?
Non si impone mai un modello culturale: se le
Crociate sono state intraprese con giuste motivazioni, hanno provocato
effetti a dir poco discutibili.
La dialettica: il continuo confronto è stato il
sale del viaggio. Ovviamente ciascuno è rimasto del proprio parere ma ci
siamo ascoltati e questo non accade spesso. Sono un “animale sociale”, non
riesco a non parlare. Certo, spesso impongo tempi e modalità … ma questo è
un altro discorso!!!
La gratificazione: le persone vanno motivate e
ringraziate a prescindere. Un grazie non costa nulla ma carica
incredibilmente chi lo riceve. E vogliamo parlare del sorriso? Ti cala una
botta da paura!
LA PAGINA DEDICATA AGLI ANIMALI DEL CAMMINO
·Biscia (Puente la Rejna)
·Vacche di montagna (di cui almeno
due facinorose)
·Asinelli (formato mignon)
·Vacche frisone
·Aquile a Sarrance
·Lumaca nera del Cammino
·Grilli
·Ramarro verde /blu /giallo (che mi
ha fatto prendere un colpo)
·Cane che mi ha abbaiato e poi a
momenti si ammazza dopo la mia reazione istintiva
·Mosquitos a Portomarin
·Vacche frisone ovunque dopo Sarria
(sempre lente)
·Pecore
·Gatto funambolo tra gli zaini
lasciati a terra che mi ricorda tanto Perla (la mia gattina)
·Merlo e Gazza ladra
·Pony, gallo e galline
·Gabbiani a Finisterre
·Gatto (formato piccolo cane) sulla
strada per Segovia, enorme e grassissimo
·Gatto in vetrina a Saintes Maries
·Aironi Rosa in Camargue
LA PAGINA DEDICATA AGLI ODORI DEL CAMMINO
·Stalle ovunque nelle campagne
verso Santiago
·L’ odore di pesce marcio del coche
peregrino prima della rottura a Sarrance (infatti Giancarlo aveva pensato
bene di lavare il portabagagli a suon di pompa prima di partire facendo un
casino!)
· Odore dolciastro dello sterco di
vacca
·Menta ed Eucalipto (da paura!)
·Incenso nelle chiese
·Bosco umido
·L’OCEANO A FINISTERRE (da sballo
mitico … non voglio andare più via)
·Vino della cena a Santiago, come
il nostro Traminer
·El queso de Avila
E alla fine i conteggi di Maria Grazia,
conosciuta anche come “NOSTRA SIGNORA del BILANCIO in TRENITALIA”:
Grazie Marina per la tua bella testimonianza.
Per te e quelli che la leggeranno voglio aggiungere una frase di Davide
Gandini priore del Capitolo Ligure della Confraternita di San Jacopo di
Compostella di Perugia che tratteggia bene la figura del vero pellegrino
"Il pellegrino è il vero cercatore di
verità, perché solo la morte gli può impedire di giungere alla meta.
Abbandona tutto. Rischia e paga di persona, con lo spirito e con il corpo.
Con la persona tutta intera. Soprattutto il pellegrino è colui che cerca,
accettando l'incalcolabile rischio di trovare veramente. A differenza di
tutti gli intellettuali che cercano per cercare, ma in fondo hanno paura di
trovare. Perché trovare significa non essere più quello che si era prima. E'
cambiare. E' morire per rinascere. Ora anche Rabbi Nicodemo lo sa."
Credo di aver fatto, in questo anno,
il viaggio più bello della mia vita. Resterà indelebile nel mio cuore e
niente potrà essere più come prima.
Ora ci sto pensando, lo faccio
almeno ogni giorno.
Vorrà forse dire che sto ancora
camminando?
Quando torni il Cammino ti manca o
forse non riesci facilmente a rientrare nella tua quotidianità avendo
sperimentato profondamente un modo di vivere semplice ed essenziale.
Ti resta dentro anche un po’ di
vuoto perché sai che non sarà così facile tornare…
Ma il bello è proprio questo: dover
mettere in pratica tutti gli insegnamenti del Cammino…che sono più facili
sul Cammino, quando la tua vita e le tue preoccupazioni sono da un’altra
parte. Ma il Cammino non è un rifugio…
Il Cammino è una forte esperienza
religiosa che può aiutarti ad essere migliore, ad avere tanto coraggio per
affrontare la vita che è da un’altra parte, quella che per un po’ hai
lasciato altrove.
La vita come il Cammino è mentre la
percorri e non è così importante dove arrivi ogni giorno, ma come lo fai,
nella sua interezza, come affronti e superi gli ostacoli che hai davanti con
il forte intento di voler comunque raggiungere la meta. Certo ci devi
pensare un po’, talvolta, farti animo…anche riposarti, se occorre, e
riprendere fiato…
E poi ti accorgi che tutto può
essere semplice, e tutto può essere superato.
Il tuo sguardo deve essere basso,
seguire solo i tuoi piedi senza guardare troppo lontano… è così che mi sono
accorta di non essere mai sola (nella mia solitudine), qualcuno ha sempre,
in qualche modo, badato a me e mi ha accompagnato.
È proprio vero, questa è una
esperienza del tutto personale anche se poi sul Cammino non sei mai solo.
Credo di essere un pellegrino che
ritorna e ha fatto questo viaggio per sé e per le persone che gli sono
vicino anche se non sempre è facile farsi comprendere e in qualche modo
testimoniare…
E poi significativo è lo stato
d’animo che ti anima durante il percorso: un senso di estrema libertà, a
stretto contatto con il creato e la natura, difficile da ritrovare nella
quotidianità.
Sembra quasi che sia molto facile
comprenderti e comprendere quello che hai intorno… come se niente potesse
turbarti…o disturbarti.
Il mio desiderio più importante ora
è quello di mantenere sempre molto vivo in me questo splendido ricordo e di
poter avere un’altra occasione di Cammino nella mia vita.
Buon Cammino a tutti.
Veronica
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ASSISI ROMA 12 - 22 Giugno 2011
in collaborazione con
Associazione Triveneta Amici di
Santiago, sulle antiche vie dello Spirito
presso Convento di San Giacomo .:. 35043 - Monselice (Padova)
telefono segreteria : [+39] 340.6852366 [+39] 340.6852366
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