ORGANIZZARE UN PELLEGRINAGGIO LUNGO UN CAMMINO DI FEDE (esperienza del cammino della Luce/via Amerina) articolo per CEI anno 2025

di Giancarlo Guerrini

Chi si pone in viaggio per fede lo fa per una motivazione essenziale: raggiungere una meta religiosa di significativa importanza attraverso un cammino che richiede impegno, talvolta anche fatica, e che predispone alla ricerca interiore. Ovvero il pellegrinaggio è tensione, preghiera, riflessione, meditazione, concentrazione e, come detto, ricerca in presenza del desiderio costante di raggiungere la meta ove il pellegrino sa, o quantomeno spera, di trovare risposte ai molteplici interrogativi della vita.

La differenza tra il vivere normale il tempo di tutti i giorni e quello dedicato al pellegrinaggio la fa un elemento essenziale: vivere il tempo senza fretta pur in presenza della imprescindibile e costante tensione alla meta. Quindi camminare osservando serenamente in ogni direzione spazi e luoghi, esteriori ed interiori.

Queste sono le premesse essenziali per intraprendere qualsiasi  pellegrinaggio e lo sono ovviamente anche per il nostro Cammino, anche se si sceglie di farne il  tratto relativamente breve tra Assisi e Roma o viceversa, visto che entrambe le direzioni portano ad una meta significativa dal punto di vista religioso e spirituale.

Organizzare il pellegrinaggio su questo itinerario significa prima di tutto indirizzare i potenziali pellegrini verso queste argomentazioni, sia che si tratti di gruppi che di persone singole. Ovvero stabilire a priori con gli interlocutori le differenze essenziali tra il “pellegrinaggio” e il “turismo”, seppur cosiddetto religioso.

Tale riflessione come premessa non solo è necessaria, ma indispensabile soprattutto in fase di organizzazione di un gruppo perché poi non insorgano malintesi o comportamenti non confacenti ai valori e allo stile proprio della conduzione del pellegrinaggio stesso.

Ad esempio è necessario chiarire subito che per fare un pellegrinaggio a piedi l’intero bagaglio si porta in uno zaino posto sulle spalle di ciascun partecipante,  salvo che non si tratti di gruppi organizzati con mezzo al seguito. Ad ogni modo caratteristica propria del pellegrinaggio a piedi è quella di portare con sé solo l’indispensabile preparando con cura l’equipaggiamento vero e proprio da porre appunto nello zaino.

Il peso eccessivo e lo sbilanciamento del carico possono comportare conseguenze fastidiose, danni alle articolazioni e ai legamenti, dolori e infiammazioni che sono la causa più comune dell’abbandono del pellegrinaggio o di lunghe soste forzate.

Anche le scarpe non adatte o le calze non idonee facilitano l’insorgenza di vesciche ai piedi che, oltre ad essere dolorose, possono compromettere o ritardare il programma del cammino.

Tutto ciò che viene posto nello zaino, di norma, viene inserito in buste di plastica per impermeabilizzare ulteriormente ogni oggetto in caso di pioggia, tenendo presente che le cose più pesanti vanno poste in fondo.

La lista dei materiali e delle attrezzature indicata qui sotto è pensata per un pellegrinaggio programmato per le stagioni più miti o estive; in inverno occorre attrezzarsi di indumenti più pesanti e diventa più complicato far asciugare quelli lavati per il cambio quotidiano.

  • Zaino leggero ed efficiente, bene adattato alla persona, munito di idonee cinghie, spallacci e sostegni per spalle e schiena, né troppo grosso né troppo piccolo. Capacità ottimale 50 litri.
  • Scarpe ben collaudate, usate ma non vecchie. Trattandosi di percorso misto, ideali sono scarpe o scarponcini da trekking impermeabili e con una suola consistente. Possono andare bene anche scarponi più pesanti, purchè comodi e sperimentati. Da evitare calzature troppo leggere da jogging o tennis, che possono essere usate invece per momenti di riposo.
  • Ciabatte per la doccia.
  • Un paio o due di pantaloncini corti.
  • Almeno un paio di pantaloni lunghi o tuta.
  • Due magliette o camicie.
  • Una felpa o pile.
  • Biancheria intima.
  • Due o tre paia di calze/calzini di cotone.
  • Un pigiama o tuta per dormire.
  • Due asciugamani.
  • Un costume da bagno (se si vuole approfittare di piscine, o per la doccia in ambienti promiscui o all’aperto).
  • Un poncho o K-Way (impermeabili e resistenti) per le giornate di pioggia.
  • Un berretto con visiera o copricapo a falde larghe (per proteggere dal sole anche il collo e far scivolare meglio l’acqua in caso di pioggia leggera).
  • Un sacchetto per gli indumenti sporchi.
  • Ago e filo.
  • Sapone per il bucato, due o tre metri di corda di nylon per stendere i panni, spille da baliae/o alcune mollette.
  • Una torcia elettrica tascabile o munita di stringa per applicare sulla testa.
  • Sacco a pelo, da utilizzare nelle strutture con accoglienza povera, verificare prima della partenza se sono dotate di materasso per la notte, altrimenti occorre portare uno stuoino o un materasso gonfiabile leggero.

Accessori in genere molto utili

  • Fotocamera e/o videocamera.
  • Telefonino e carica batterie.
  • Portafoglio per soldi e documenti.
  • Occhiali da sole.
  • Quaderno e penna (per diario, appunti e per registrare incontri ed emozioni).
  • Copia del Vangelo e libro delle preghiere.
  • Un coltellino multiuso.
  • Un bastone (o bordone), elemento distintivo del pellegrino di ogni epoca ed utilissimo sia per camminare, sia nel caso raro ma pur possibile incontro con cani randagi. Ora va di moda l’uso di bastoncini o racchette da escursione, in sostituzione del più “nobile” bastone. Ognuno si regoli come meglio crede.
  • Un marsupio per il portafogli, i documenti e l’immancabile “credenziale” del pellegrino da tenere sempre a portata di mano per l’apposizione dei timbri nei luoghi di sosta o di passaggio, anche quando lo zaino viene trasportato da mezzo di appoggio o lasciato per la visita a musei con ingresso scontato per i pellegrini o si entra nelle chiese e nelle parrocchie per la Messa o altri incontri con le comunità poste lungo il Cammino.

Medicine e presidi sanitari

  • Medicine personali.
  • Un farmaco antipiretico.
  • Un farmaco antidolorifico.
  • Un farmaco antidiarroico.
  • Pomata o gel per distorsioni o contusioni.
  • Pasta di Fissan per le irritazioni cutanee da sfregamento.
  • Antistaminico in crema o gel per punture di insetti.
  • Un flacone di disinfettante (consigliato il Bedadine).
  • Un flacone di repellente per gli insetti.
  • Crema solare.
  • Garza sterile e cerotti.
  • Pinzette e forbicine.
  • Ago, filo ed accendino (per il trattamento delle eventuali vesciche).
  • Carta igienica.
  • Fazzoletti di carta.

Detto questo, per i luoghi da visitare, ove sostare, ove pregare e tutto quanto concerne la vita quotidiana in cammino è bene avvalersi di una “guida” come quella predisposta dalla nostra Fondazione per il Cammino della Luce ove sono indicati suggerimenti, recapiti e tutto quanto di pratico è necessario conoscere a priori e giorno per giorno durante lo svolgimento del pellegrinaggio stesso.